Crisi Safilo e Wanbao: a rischio 700 posti di lavoro nel Bellunese

Martedì 3 Dicembre 2019 di Lauredana Marsiglia​
La crisi Safilo e Wanbao mette in ginocchio il Bellunese: a rischio 700 lavoratori
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BELLUNO - Il mondo del lavoro traballa anche provincia, vittima di una svendita selvaggia agli investitori esteri, che oggi presenta un conto salato. E il 2020 non promette nulla di buono. Alla crisi Wanbao, dove la proprietà cinese ha già annunciato di voler chiudere lo stabilimento di Mel mandando a casa 290 lavoratori, si aggiunge in queste ore anche il caso Safilo con circa 400 esuberi legati alla perdita del marchio Dior passato alla dirimpettaia Thélios (Lvmh-Marcolin). Un colpo mortale per la provincia di Belluno che in queste ore ha ricompattato come non mai le forze sindacali chiamando a raccolta le istituzioni, le associazioni di categoria e i cittadini. Serve un gioco di squadra, per evitare quello che è stato definito dai sindacati il «declino industriale della provincia». CGIL-CISL-UIL La corazzata confederale provinciale Cgil-Cisl-Uil ha messo in campo otto ore di sciopero per il 10 dicembre.

 Incrocerà le braccia tutto il comparto metalmeccanico che in provincia conta circa 6mila addetti. La manifestazione si lega a quella regionale organizzata dalle segreterie Fim-Fiom-Uil in un quadro nazionale di agitazione. Perché il caso Belluno è in buona compagnia: sono circa 150 le crisi aziendali aperte al tavolo del Ministero dello Sviluppo Economico, figlie soprattutto di una politica industriale che in questi decenni ha svenduto competenze e brevetti. NUOVE DIFFICOLTÀ Il 10 dicembre sarà una sorta di riscossa delle energie sindacali a tutela di un lavoro sempre più volatile e precario, specie in provincia dove in un solo colpo si rischiano quasi mille posti di lavoro, senza contare le ricadute negative sull'indotto. Il sindacato, come ha detto il segretario provinciale Cisl Rudy Roffarè, vuol far sentire la propria forza in chiave di referente nelle trattative. «Tre gli aspetti di questa manifestazione - ha detto Roffarè -: esprimere solidarietà ai lavoratori Wanbao; sottolineare le nuove vertenze che si stanno aprendo in provincia, come la Safilo; esserci come soggetti propositivi nei tavoli preposti. Questo è un territorio ad alta produttività e a bassi conflitti, e questo deve essere garanzia per gli interlocutori». IL PROGRAMMA Appuntamento martedì 10 in centro a Mel. Il raduno sarà alle 9. Mezz'ora dopo si partirà in corteo per raggiungere a piedi, verso le 10.30, lo stabilimento Wanbao di Villa di Villa, unico in Italia a produrre compressori per la refrigerazione domestica. All'esterno della storica fabbrica, in questi anni travasata da una proprietà all'altra con un continuo calo di dipendenti, un palco allestito per l'occasione ospiterà una serie di interventi: il sindaco di Borgo Valbelluna, Stefano Cesa; Michele Ferraro a nome delle segreterie provinciali Uilm, Fim e Fiom; poi sarà la volta delle Rappresentanze sindacali unite della Wanbao, della Safilo e della Ideal Standard; seguirà Rudy Roffarè per le segreterie provinciali Cgil, Cisl e Uilm; infine le conclusioni di Antonio Silvestri per le tre segreterie confederali del Veneto. PIANO STRAORDINARIO L'obiettivo è ambizioso, in tempi così difficili: «Non vogliamo galleggiare - ha proseguito Roffaré - ma trovare soluzioni, anche se sappiamo che la strada è in salita». «Serve una stagione di riforme - ha chiosato Giorgio Agnoletto, segretario provinciale Uil -, una nuova politica industriale e un piano straordinario di investimenti». Mauro De Carli, segretario provinciale Cgil, ha invece sottolineato come sia sempre più difficile, per i sindacati, riuscire ad intervenire nelle crisi aziendali: «Perché le teste delle aziende sono quasi sempre lontane dal territorio - ha affermato - e questo non ci permette di essere presenti con tempestività». La manifestazione di Mel è aperta a tutti. Essere vicini al caso Wanbao sarà un modo per essere far sentire la propria forza anche in tante altre crisi industriali della provincia, cercando di mettere una prima pezza a quella che Fabio Furlan (Fiom) ha bollato come «stagione di svendita alle multinazionali che qui hanno acquistato competenze, lasciando dietro di se terra bruciata». -
Ultimo aggiornamento: 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA