«Nessuno mi voleva operare, a Feltre mi hanno salvato»

Domenica 1 Dicembre 2019 di Eleonora Scarton
Maurizio Marchetti
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FELTRE (BELLUNO) - «Io, napoletano, operato da un professionista d'eccellenza su cui Feltre oggi può contare». Sono queste le parole di Maurizio Marchetti, oggi 50enne, che ha avuto la fortuna di incontrare il professor Umberto Montin: ha deciso di operarlo, dopo che tanti altri ospedali avevano detto di no. Così gli ha salvato la vita.  Il Santa Maria del Prato di Feltre ha una forte cultura della donazione, sia di sangue che di organi. Per quanto concerne la donazione di organi, balza subito all'occhio come ci sia una bassa percentuale di dinieghi alla donazione: dal 2016 sono state raccolte nel  
comune di Feltre 1.977 dichiarazioni di volontà, di cui 1.703 a favore della donazione mentre solamente 274 (pari al 13,9%) di opposizione alla donazione. Snocciolando i dati sui trapianti effettuati a Feltre, da gennaio a ottobre è stato eseguito un accertamento di morte con criterio neurologico, un prelievo multiorgano, 38 prelievi di tessuti oculari, un prelievo multitessuto da cadavere e 13 prelievi da vivente (tessuto osteotendineo). I dati possono apparire poco rilevanti, ma dobbiamo tener conto del limitato bacino d'utenza che il distretto di Feltre ha. 
LA STORIAE nella sfera chirurgica Feltre può contare un professionista d'eccellenza, che si è inserito all'interno di un ospedale che ha qualità, ma soprattutto umanità nel curare il paziente. In occasione del mercoledì della salute della scorsa settimana, Maurizio ha raccontato la sua esperienza. Con un'ernia inguinale ed una ombelicale, dopo l'operazione ebbe il primo scompenso epatico. Da lì fu un crescendo di problematiche che portarono i medici degli ospedali di Palermo, Napoli, Torino e Padova a non volerlo operare per l'elevato rischio di morte sotto i ferri. «Quando si hanno problemi epatici si tende a fare ascite (accumulo di liquido nell'addome) - ha raccontato Maurizio - Infatti mi venne un'ascite grave: quando mi alzavo in piedi, avendo la rete dell'addome bucato, il liquido scendeva nel testicolo che pian piano mi è arrivato al ginocchio». «Un giorno - prosegue - mio fratello si recò a Verona e, per puro caso, incontrò nel corridoio il professor Montin e gli raccontò della mia situazione. Lui si incuriosì e mi volle conoscere». Alla fine, uno staff di Verona guidato dal professionista oggi in forza a Feltre, ha eseguito il trapianto di fegato a Maurizio ed ha risolto tutte le altre complicanze che nel frattempo erano insorte. Una testimonianza forte quella di Maurizio che oggi, quando ha qualche problema, torna dal professor Montin. «A Feltre mi sento a casa - dice -. Forse perché è un piccolo ospedale ti senti coccolato, nonostante l'alta professionale di tutti i medici». E a Feltre, ha fatto operare anche la madre, per ben due volte, al Santa Maria del Prato, dal dottor Furlanetto.
Eleonora Scarton Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre, 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA