Luca Zaia: carte bollate contro chi insulta i veneti sui social

Mercoledì 20 Novembre 2019
Luca Zaia: carte bollate contro chi insulta i veneti sui social
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Alluvione 2010: Veneto in ginocchio, Italia mobilitata per gli aiuti. Tempesta Vaia 2018: ovunque lacrime per gli alberi rasi al suolo. Aqua Granda 2019: Venezia, Pellestrina e le isole in ammollo, danni per almeno un miliardo. Solo che stavolta, più delle altre volte, la solidarietà e la vicinanza dei connazionali viene oscurata dai leoni da tastiera che sui social non si frenano: Annegate, Morite in mezzo alle fogne, Volete l'autonomia, arrangiatevi. Nella pagina Facebook di un centro di previsioni meteorologiche è stato addirittura postato lo scontrino di un bar di piazza San Marco dell'estate di un anno fa per dimostrare che i veneziani non hanno bisogno di soldi.

Post choc: "Nessuna compassione per Venezia o i veneti"

E in risposta al consigliere regionale leghista Alberto Villanova c'è chi si è raccomandato di far cucire la stella di David sulla tuta da lavoro degli operai del Mose. Ebbene, le carte bollate sono in arrivo.
 
A preannunciarle è il governatore Luca Zaia che ieri, a Palazzo Balbi, con l'assessore alla Protezione civile Gianpaolo Bottacin e il direttore dell'area Tutela e sviluppo del territorio Nicola Dell'Acqua, ha fatto il punto sull'ondata di maltempo quantificando in mezzo miliardo di euro - Venezia esclusa - i danni provocati in giro per la regione. Ma cosa pensa di chi dice che i veneziani devono annegare perché il Veneto vuole l'autonomia? «Ho troppo rispetto dei veneti - ha risposto Zaia - per dire quello che penso di questi personaggi. Però, come fatto con Vaia, li denunceremo. Vi ricordate la signora che aveva definito indegni e indecenti gli abitanti di Rocca Pietore? È stata denunciata. E lo stesso faremo con gli altri». Nessun commento, invece, sul video di Luigi Di Maio in cui, con un sorrisetto, dice che, mentre la Lega bocciava gli emendamenti del M5s sui cambiamenti climatici, l'aula del consiglio regionale del Veneto si allagava. «Non replico al ministro degli Affari esteri».
LE DATEQuel che, invece, Zaia ha voluto sottolineare, è la sua estraneità al Mose. E anche questo è un argomento che tiene banco sui social, a partire dal monologo di Andrea Pennacchi Poiana cui ora è arrivata la replica di matrice leghista: Bugie. Il presidente del Veneto ieri ha messo in fila date e decisioni: «Quando viene fatto il concorso di idee nel 1975 andavo alle elementari, nell'81 arriva il Progettone e io ero alle medie, nell'89 quando viene approvato il progetto preliminare ero all'Università, nel 2003 iniziano i lavori ed ero in Provincia di Treviso». La foto che da giorni circola in rete con Berlusconi, Galan, Zaia e il taglio di un nastro inaugurale viene attribuita al Mose, ma non è quella del Mose. «Io nel 2003 non avevo cariche né statali né regionali. Sono andato in visita ai cantieri nel 2010 dopo essere stato eletto governatore e ho dichiarato che è un'opera di grande ingegneria e di visibilità internazionale. Ci dissero che sarebbe stato pronto nel 2014. E sappiamo cos'è successo nel 2014». La Grande Retata, 35 arresti, ma nessun leghista né in manette né indagato. È questo che continuano a ripetere da giorni in casa della Lega: quando l'opera venne decisa il Carroccio non era neanche al Governo. Le obiezioni sono: ma lo era nel 2003 nel Governo Berlusconi, quando il Comitatone deliberò all'unanimità la costruzione. Controreplica: nessun leghista è stato ministro dei Lavori pubblici, nessuno incriminato, è un'opera statale.
IL COMITATONEIn vista del Comitatone del prossimo 26 novembre, Zaia ieri ha detto di «rimettersi a quanto detto dal presidente del Consiglio» sul Mose: «È lui che ha la responsabilità del cantiere e cercheremo di farci mettere per iscritto la dichiarazione che la chiusura è anticipata di un anno». Qanto alla nomina del supercommissario Spitz, Zaia ha sottolineato che «occorre l'intesa della Regione e noi l'abbiamo data prontamente, pur non conoscendo ancora la dottoressa Spitz. Così come avevamo fatto a suo tempo con il ministro Toninelli a giugno, anche se poi la nomina non c'è stata. Oggi abbiamo due commissari (perché il terzo dimissionario non è stato sostituito), un supercommissario, un Provveditorato che deve controllare. Ho comunque l'impressione che, se ci fosse una testa unica che risponde per tutto, sarebbe meglio».
I DANNIQuanto ai danni, Zaia ha detto che in Veneto - Venezia a parte perché ci saranno due differenti gestionali commissariali - la prima conta è di mezzo miliardo tra spiagge, montagne, litorale, pure i cantieri di Vaia. «Batteremo cassa a Roma, senza vergogna. Le tasse dei veneti vanno a Roma per solidarietà e sussidiarietà: adesso abbiamo bisogno di aiuto e quindi chiediamo che le nostre tasse tornino a casa».
Bottacin e Dell'Acqua hanno ricordato alcune cifre: 195 centri comunali aperti, l'unità di crisi aperta ancora martedì scorso, 744 soccorritori all'opera per 186 squadre da tutto il Veneto. In montagna negli ultimi dieci giorni sono caduti da 400 a 700 millimetri d'acqua.
Alda Vanzan
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Ultimo aggiornamento: 14:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA