La "mia" Venezia affonda e non è solo per colpa delle maree

Mercoledì 13 Novembre 2019
8
Chiusi in casa i veneziani, nei negozi gli esercenti lottano con la marea che sale implacabile  e con il vento di scirocco a 100 all’ora. Venezia è impotente ed è in grave pericolo. Sono arrivata cinquant’anni fa. Rimasi senza parole di fronte al gioiello che tutto il mondo ci invidia: la città avvolta da una bruma sottile e magica  per una ragazzina giunta dalle pendici dell’Etna e che non aveva mai visto la nebbia.

La “mia” Venezia affonda  e non solo per colpa delle maree: è sommersa  dal turismo  villano, da scelte di mercato sbagliate che hanno prodotto troppi B&B , troppi fast food, troppe cineserie e souvenir di mediocre fattura, mentre i negozi di pregio chiudono uno a uno. Si sta spopolando, sta perdendo l’anima, sostituita dal profitto a corto raggio. Sta andando in rovina per l’afflusso eccessivo di turisti, pur avendo l’amministrazione comunale varato provvedimenti atti a limitarlo.  Sta naufragando sotto il mega progetto del Mose, inquinato da scandali, problemi tecnici, commissariamenti, sostanzialmente abbandonato in una posizione di stallo. Si sta inabissando sotto l’inerzia di chi deve decidere una volta per tutte il divieto di accesso alle grandi navi, con un poco decoroso rimpallo di responsabilità e con una catastrofica spada di Damocle su un gioiello mondiale. Per mancanza di un progetto globale in grado di abbracciare tutti i problemi che la città presenta, la città dei Dogi si avvia verso un malinconico declino, che non voglio accettare. 

Concetta La Naia
Mestre 

  © RIPRODUZIONE RISERVATA