L'incidente mortale di Jesolo, gli errori e le parole: le sentenze le emettono i tribunali, non i giornali

PER APPROFONDIRE: incidente, jesolo
Egregio direttore,
sono sbalordita, come madre, come insegnante e come persona solidale con chi ha avuto un morto per incidente stradale, per la faciloneria con cui la vostra giornalista descrive il milieu dell'incidente mortale di Jesolo. Essere in sei in una macchina è gesto altruistico, quando tutti sanno che, oltre ad essere illegale, i freni di un mezzo sovraccarico non rispondono, mentre la serata del giovane neopatentato e sospeso viene definita una serata di entusiasmo giovanile. Offensivo per chiunque ha avuto un morto per incidente stradale. Ma i direttori non leggevano gli articoli prima di mandarli in stampa?


Marina Canestrale

Cara lettrice,
il Gazzettino ogni giorno produce, nelle sue varie edizioni, oltre 140 pagine. Per comprensibili ragioni di tempo e di spazio nessun direttore può leggere tutti gli articoli che vengono quotidianamente pubblicati. Ma anche quando li legge può sbagliare valutazione, non avendo il dono dell'infallibilità e non essendo depositario di alcuna verità. Potrebbe essere questo il caso. La inviterei però a rileggere la sua lettera e a riflettere. E a farlo proprio come madre, insegnante e persona solidale. Davvero crede che fosse necessario accanirsi contro un ragazzo e una famiglia già così tragicamente colpiti, sottolineando oltre ogni evidenza alcuni comportamenti sbagliati? Davvero ritiene che sia così grave e addirittura offensivo aver benevolmente definito gesto di altruismo l'errore di aver caricato in auto quattro altri ragazzi? Una scelta sicuramente sbagliata, ma che peraltro non ha nessuna relazione con l'incidente mortale avvenuto qualche ora dopo quando nell'auto le persone erano solo due. Non crede che il destino abbia già presentato un conto pesantissimo a quei ragazzi e alle loro famiglie? Sottolineare nella nostra cronaca l'evidente illegalità di un comportamento avrebbe cambiato forse qualcosa nelle percezione e nel giudizio dei fatti? Ho il massimo rispetto per la sensibilità di tutti, soprattutto di fronte a vicende tanto tragiche come questa. Ma i giornali non sono tribunali del popolo. Talvolta cedono alla tentazione di esserlo, ma non è la strada giusta per fare informazione. Siamo stati posti tutti di fronte a una tragedia immensa con una ragazza di 18 anni strappata alla vita e uno che sta lottando per la sopravvivenza. Come e perché quell'auto sia uscita di strada ancora non lo sappiamo con certezza. Sappiamo, e lo abbiamo raccontato sin dal primo giorno, che in quella terribile serata sono stati commessi errori ed eccessi. Non vogliamo e non dobbiamo giustificare nulla. Ma a noi tocca raccontare i fatti. Non emettere sentenze.
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Martedì 5 Novembre 2019, 12:00






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4 di 4 commenti presenti
2019-11-05 13:38:29
"Non crede che il destino abbia già presentato un conto pesantissimo a quei ragazzi e alle loro famiglie?" Certamente sì, signor Direttore, questa è una banale domanda retorica. "Sottolineare nella nostra cronaca l'evidente illegalità di un comportamento avrebbe cambiato forse qualcosa nelle percezione e nel giudizio dei fatti?" Certamente sì, signor Direttore, sarebbe ora e tempo che anche i giornali sottolineino le EVIDENTI ILLEGALITA' dei comportamenti. Definire "benevolmente" comportamenti sbagliati significa mandare messaggi altrettanto sbagliati. Un ragazzo non capirà mai di sbagliare se "benevolmente" gli si dice che quello che ha fatto è una goliardata, una ragazzata, che per noia posso dar fuoco a un clochard, che se accoltello uno resto pur sempre un bravo ragazzo perchè facendo parte di una bay gang in fin dei conti sono una specie di bebè che deve ancora crescere. Si rende conto, signor Direttore, che accusa di "accanimento" la signora che ha scritto la lettera? La colpevole diventa quasi chi ha detto e scritto cose giuste. Per aver osato dirle. Lo stesso vezzo per cui un calciatore anzichè vittima diventa colpevole per aver reagito a benevoli (?) "sfottò" . Lei dice, sig. Direttore, che il giornalista deve "raccontare i fatti" ma sa meglio di me che un fatto non è mai neutro. Dipende appunto da come uno lo racconta.
2019-11-05 20:19:03
signor direttore, come dice lei non va bene e non è giusto rimarcare troppo pesantemente gli errori fatti specialmente se di mezzo c'è gente che soffre per la perdita del suo caro. però mi pare che almeno in questo caso si sia abbandonata la retta via. l'incidente ed i suoi esiti è stato riportato più volte e gli sono stati dedicati più articoli anche in prima pagina e quindi la scusa che il direttore non li ha letti non tiene, mi perdoni. in tutti questi articoli la droga viene nominata di sfuggita quasi non fosse addirittura un peccato nemmeno veniale. erano in sei e per fortuna non durante l'incidente, bazzecole. erano le otto del mattino con ancora due ore di strada dopo una notte di bagordi, quisquilie. gli hanno ritirato la patente con l'obbligo di andare a casa, cosa volete che sia se me ne infischio. era ubriaco, ma si era appena sopra la soglia. correva veloce, non lo possiamo stabilire ma gli esiti dell'incidente non dicono che andava nemmeno a settanta l'ora. mi pare che di stupidaggini ne abbia fatte parecchie in una notte soltanto. ed invece mi pare che se ne stia facendo un esempio per i suoi coetanei. il padre poi, che tra l'altro conosco molto bene per frequentare i disabili, viene citato come figura esemplare ma mi pare che con questo figlio ha sbagliato qualcosa e non di poco conto. ancora studente, auto di un certo peso già a disposizione, ore molto piccole della notte, droga ed alcol a disposizione. sono cose che un buon genitore dovrebbe pesare con un figlio diciottenne al giorno d'oggi. adesso ognuno pagherà per i suoi errori, almeno me lo auguro perchè se non succede vuol dire che tutto va bene, madama la marchesa. quindi non si tratta di emettere sentenze, ma di raccontare quello che è successo senza deviare nè nel buonismo esasperato, nè nella condanna preventiva. PS: credo che al risveglio il ragazzo sia stato ancora abbastanza rintronato e se ha chiesto della morosa di certo non ha urlato. signor direttore, almeno i titoli li vogliamo leggere?
2019-11-05 21:22:25
Il cane che si morde la coda..non è forse giunto il momento di rivedere di sana pianta l'educazione scolastica che fa acqua da tutte le parti.. Se erano 6 in macchina significa anche, che la formazione civica del solito volemose ben, ha grosse responsabilità e quotidianamente presenta il conto
2019-11-05 15:38:47
Quello che irrita in un caso come questo é il moralismo perbenista di chi, forse, dimentico dei propri errori di gioventù ed a questi sopravvissuto, riesce ancora ad accanirsi su macerie fumanti solo per dire qualcosa; ma non è una novità, forse che quando muore qualcuno non si trova sempre un motivo od una causa per ricondurre l'evento nella responsabilità di chi lo ha subito? Forse l'illusione che solo gli altri sbagliano ci fa stare più tranquilli ma è, appunto, mera illusione.