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Modi e Moda di Luciana Boccardi

A Venezia 10 giorni di creativita' -
Armellin - Bevilacqua - Sautter -

Gli inizi sono sempre difficili  ma appaganti, che si tratti di iniziative artistiche, commerciali , culturali, la partenza comporta  energia, volontà, spirito di avventura, soprattutto fiducia. Se poi il territorio nel quale ci muoviamo è liquido, com’è Venezia con la sua cultura d’acqua e la presenza liquida che si impone per ogni occasione , ecco che l’avventura diventa impegno che non accetta defezioni o pause. In un gioco nuovo ci si butta , convinti di arrivare. E’ la fiducia infatti il motore reale di ogni iniziativa, e questa ha giocato in favore di Venice Fashion Week che all’inizio si è affacciata quasi timidamente ma con una forza realizzativa importante e vincente. Rendere una manifestazione seriale invece è compito più difficile perché esige preparazione, costanza e adesione di molti , perché una rassegna che si proponga  due volte all’anno, ogni anno, ha bisogno di questo.
E’ il caso di Venice Fashion Week, nata con il proposito di valorizzare prodotti veneziani  (diciamo meglio veneti perché si estende alla provincia e al territorio veneto tutto, anche con  escursioni …oltre) e oggi presente vivace e piena di appuntamenti interessanti per dieci giorni di incontri, vetrine, iniziative, spettacoli, convegni, presentazioni di prodotti artigianali che scelgono la vetrina veneziana per imporre un carattere , una scelta.  Per dieci giorni, fino al 27 ottobre, Venezia ospiterà nomi noti , da Bevilacqua con i suoi tessuti impareggiabili , a Carla Plessi e le sue borse-scultura, Sandro Zara, il tabarro come divisa colta di una Venezia che resiste nel tempo assoluto, Arnoldo & Battois , la sartoria di lusso , l’arte magica di Antonia Sautter: impossibile citare  tutti  i partecipanti alla “Venice Fashion Week” ma soprattutto  nomi nuovi, l’inedito della moda, che oggi sembra essere tornato una chiave di proposta vincente.  Tra le visite programmate una sosta nell’atelier di Martina Vidal   ci farà incontrare il merletto di Burano. Sull’imperativo della sostenibilità  -  che oggi è diventato compagno  irrinunciabile di ogni iniziativa   -  il calendario della rassegna realizzata da “ Venezia da vivere” offre spazi per ogni esigenza e curiosità, percorsi inediti, pause vivaci come a Novecento. Nei giorni di Venice Fashion  e si collocano anche eventi importanti per il mondo della moda e della comunicazione: torna più vivace di sempre Elisabetta Armellin che propone in questo periodo  il nuovo arredo del negozio veneziano  in Frezzeria,   con l’esposizione della capsule  di borse  V73  realizzata per  festeggiare il restauro del negozio : una collezione dedicata alla sostenibilità, al rispetto della cultura di oggi che non ammette defezioni  nella scelta di materiali non inquinanti.  Personaggio ad alta caratura empatica, Elisabetta Armellin - nata e cresciuta sulle rive del Sile, “imparata”  a Venezia dove ha svolto i suoi  studi d’arte - ha appena firmato l’accordo che vedrà le sue prossime collezioni  anche  negli spazi Coin .  Tra le proposte in velluto , caratteristiche di  V73, la sportina di lusso, oggetto cult di Dior, è la protagonista dell’ultima produzione di questa artista veneta che  si porta addosso la gioia del sole, la  fiducia, l’ottimismo.
Curiosità veneziane saranno motivo di interesse anche per un turismo più alto, quello che da sempre ha cercato a Venezia qualcosa di inedito, di diverso, la creatività libera da imposizioni banali, l’artigianato che nei secoli è stato la forza di Venezia.
Dieci giornate di moda a Venezia anche per scoprire proposte inedite tenute quasi segrete, come il grand foulard delle murrine creato da Giusy Moretti , dedicato alla storia di questa produzione antica e illustrata con la riproduzione delle figure che ne hanno segnato il percorso:  la dinastia Moretti fino a Giusy, presente con  i i  suoi gioielli di murrina, brillanti  e pietre preziose anche al Metropolitan di New York.  Pause nei caffè, una serata alla Fenice, occasioni per visite mirate a Gallerie d’Arte, o a qualche atelier di pittore (Ludovico De Luigi  ha la porta del suo atelier  sempre aperta per  gli amanti della sua pittura “svedutista”).
Un suggerimento credo si possa dare a un team organizzativo capace e decisamente  in salita:  sarà opportuno che sempre più in avvenire  -  perché questa rassegna durerà nel tempo -  vengano proposti  solo prodotti strettamente legati al territorio rinunciando a ospitare  firme consolidate,  certamente  portatrici di prestigio ma fuorvianti rispetto ai presupposti che rendono Venice  Fashion  Week un momento “veneziano”  interessante e atteso due volte all’anno dal mondo della moda.
 

Venerdì 18 Ottobre 2019, 20:14
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