Davide il guru dei social, a 24 anni è tra le 30 persone più influenti in Italia

Lunedì 14 Ottobre 2019 di Gabriele Pipia
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PADOVA -  Italiano, storia e matematica? Sì, ma non solo. Nell'anno scolastico appena iniziato c'è un'altra materia che i ragazzi studieranno sempre più spesso. Non è inserita formalmente in tutti i programmi didattici, ma sta prendendo sempre più piede perché si mescola quotidianamente con la vita di ogni studente. Si chiama gestione dei social network e vede tra gli insegnanti in prima linea un brillante vicentino di appena 24 anni, Davide Dal Maso. Inserito dalla prestigiosa rivista Forbes nella lista dei cento under 30 più influenti in Italia, negli ultimi quattro anni ha incontrato oltre settemila alunni delle medie e delle superiori, ha collaborato come consulente con 110 aziende di ogni tipo e pochi mesi fa è stato invitato dal Genoa allo stadio Marassi per istruire i giovani calciatori su come curare i propri profili digitali.
 
A primo impatto i ragazzi pensano di trovarsi davanti uno di loro faccia pulita da eterno adolescente e cellulare sempre in mano , ma in realtà Dal Maso è già considerato un vero guru del settore. Per questo viene invitato a salire in cattedra in tutta Italia, dalla Val d'Aosta alla Sicilia. «A ventuno anni sono stato il più giovane ad aver tenuto una lezione all'università di Padova» racconta con orgoglio mentre si sposta in treno da Vicenza a Milano per l'ennesimo appuntamento.
LA MATERIA
Il riconoscimento di Forbes è arrivato lo scorso giugno e ha visto Dal Maso entrare nella top 5 italiana per il settore educazione. Ora la vita di questo giovane professore originario di Arzignano segue un doppio binario: da un lato l'attività da consulente per le aziende (soprattutto padovane e vicentine) e dall'altro l'insegnamento agli adolescenti.
Per il terzo anno consecutivo Davide è titolare di una cattedra in multimedia e social e insegna a tre classi superiori della Scuola di formazione professionale di Trissino, ma accanto a questo ruolo ci sono decine di inviti per giornate di formazione in molti altri istituti. «La nostra reputazione sul web sottolinea il professore ormai è importante tanto quanto quella nella vita reale. Uno studio di Confindustria dice che un colloquio su quattro va a finire male per colpa dei social network. Ormai sempre più aziende prima di assumere una persona controllano i risultati che escono su Google e le varie pagine social. La nostra reputazione on-line sarà il denaro del nostro futuro. Una buona reputazione può essere decisiva per fare carriera, mentre al tempo stesso un errore può costare carissimo. Mi viene in mente l'esempio di una ragazza che lavorava per un supermercato vicentino. La scorsa primavera è stata licenziata dopo aver scritto su Facebook pesanti insulti ai clienti che andavano a fare la spesa alla domenica. Io ai ragazzi cerco di dare soprattutto indicazioni sugli errori da evitare, oltre a metterli al corrente dei rischi legati al cyber-bullismo. Alle mie classi di Trissino insegno anche il tema della privacy, ma non solo. Una delle verifiche riguarda la gestione di un profilo Instagram con contenuti efficaci e hashtag corretti. Spero di dare una mano ad innovare la scuola».
LA CARRIERA
Tutto è iniziato durante il quarto anno di liceo, quando Davide ha iniziato a studiare per conto proprio marketing digitale. «Dopo il diploma ho vinto una borsa di studio per lavorare sei mesi a Cardiff in una Ong chiamata Una Exchange che si occupava di ambiente e volontariato. Mi occupavo di marketing digitale e a diciannove anni mi ero trovato a gestire un budget mensile di diecimila euro. Rientrato in Italia, ho aperto Partita Iva e ho provato ad avviare l'attività di consulente aiutando le aziende a fare dei piani strategici e a decidere come utilizzare il proprio budget e su quali canali puntare. Per alcuni marchi è importante puntare sugli influencer, per altri su Facebook e Instagram, per altri ancora su LinkedIn».
GLI INCONTRI
L'attività di consulenza rappresenta il lavoro primario, ma è quella didattica che gli ha consentito di imporsi a livello nazionale. Davide ha fondato il movimento etico Social Social warning, che si occupa di formazione nelle scuole anche nel periodo estivo. «Attualmente siamo in 150 volontari e facciamo tutto gratuitamente racconta -. Negli ultimi mesi abbiamo incontrato diecimila ragazzi nei camp estivi di tutto il nord Italia per parlare soprattutto di sexting e cyberbullismo. Durante l'estate la scuola di ferma ma in questo periodo i ragazzi hanno più ore da dedicare ai passatempi e al cellulare, quindi è questo il momento giusto in cui insistere». Studenti, ma anche sportivi in rampa di lancio. «La collaborazione con il Genoa è stata molto interessante. Ho incontrato i ragazzi dell'Under 17 e la squadra femminile. C'era anche il capitano della prima squadra, Criscito. Abbiamo parlato di reputazione digitale, riflettendo su cosa fare e cosa non fare per incidere sulla percezione della gente e sul nostro valore di mercato. Cristiano Ronaldo vale così tanti soldi per i suoi gol, certo, ma anche per l'enorme seguito che ha sui social».
Gabriele Pipia
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 08:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA