Le "banali" ragioni che hanno convinto il Pd e Zingaretti a fare un governo con i 5 Stelle

PER APPROFONDIRE: governo, lettera, papetti, pd
Signor Direttore,
mi sorprende quando, commentando l'intervento del signor Vaccari sul Gazzettino dell'altro ieri, banalizza l'adesione del Partito Democratico ad un nuovo Governo con i 5 Stelle, accreditando la tesi di ostacolare la presunta vittoria delle Destre , se si fosse andati alle urne. Lei sa bene che il Partito Democratico è sempre stato un fiero antagonista della Destra, se così si può chiamare quella attuale, pertanto non poteva lasciarsi sfuggire l'opportunità di batterla,ben inteso con i mezzi legali che sappiamo, sennò che Partito di Sinistra sarebbe? Lei sa anche perfettamente che lo scopo principale di non lasciar cadere il Governo è stata la consapevolezza di evitare pesanti ricadute economiche sulla testa degli italiani.
A. M. Porazzini
Venezia



Caro lettore,
rispetto la sua sorpresa e le sue perplessità, ma nella mia risposta mi sono limitato a riportare il pensiero pubblicamente espresso sull'argomento da molti esponenti di primo piano del Pd. Del resto è stato lo stesso segretario del Partito democratico, Nicola Zingaretti, che, nei giorni scorsi, in un'intervista a La Repubblica, ha fornito questa chiave di lettura per spiegare il cambio di rotta del suo partito rispetto a un'allenza di governo con M5s. Ha detto Zingaretti: «Renzi, di fronte al pericolo vero di una affermazione schiacciante di Matteo Salvini, si è sentito in dovere di assumere una nuova posizione, anche a costo di superare le scelte politiche del passato». Dunque, secondo quanto afferma Zingaretti, a far cambiare idea prima a Renzi, poi a tutto il Pd e a convincere poi il segretario ad avviare le trattative per la nascita di un governo rosso-giallo, è stato il «pericolo vero di una affermazione schiacciante» della Lega e del centrodestra in caso di elezioni anticipate. Non altro. Non le ricadute economiche, ma, innanzitutto, quelle elettorali.
E del resto Zingaretti, in precedenza, si era sempre dichiarato favorevole al voto anticipato in caso di caduta del governo giallo-verde. Perchè questo avrebbe consentito al Pd di crescere elettoralmente (a scapito soprattutto dei cinquestelle) e alla maggioranza che fa capo al segretario di ribaltare i rapporti di forza nei gruppi parlamentari che ancora oggi sono egemonizzati da Renzi. Le cose, come sappiamo, sono poi andate diversamente. Ma questi, che ho cercato in sintesi di raccontare, sono i fatti. Che a volte possono anche apparire banali. Ma la politica risponde spesso a dinamiche assai più banali e prosaiche di quello che immaginiamo.
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Sabato 14 Settembre 2019, 05:05






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5 di 30 commenti presenti
2019-09-14 17:47:34
A.M.Porazzini ,la sua lettera trasuda della solita retorica e autorevolezza vuota che contraddistingue la gente del pd. Loro sono i migliori a prescindere e quando il popolo li vota va tutto bene quando non li vota diventa una brutta bestia e va rieducato (parole di un ex segretario). Che poi si preoccupino delle pesanti ripercussioni economiche sulla testa degli italiani lo abbiamo capito dalle loro prima uscita:aprire i porti così l'economia riparte . Si quella delle loro cooperative e ong. Cominci a pensare autonomamente invece di fare il megafono di partito.
2019-09-14 16:52:25
Se Zingaretti ha detto quanto sopra a Repubblica:che se ci fossero state elezioni anticipate esisteva il pericolo di una schiacciante vittoria di Salvini e del centro-destra,bene, allora Zingaretti e associati hanno negato al Popolo la possibilita' di esprimersi democraticamente;quanto al M5S ,detto partito si e' dimostrato doppiogiochista:ha ottenuto il reddito di cittadinanza per i suoi elettori naturali e ha detto no a tutto cio' che la Lega proponeva.Bella Democrazia!Bella Democrazia anche quella europea,dove la sinistra ha negato agli Europei di esprimersi in un Referendum sulla questione delle migrazioni incontrollate che il continente subisce...tutti eguali questi illuminati e questi santoni:fanno bella figura,si tengono gloria e vantaggi e affibiano costi e disagi a chi li paga,ai contribuenti,oltre a permettere a dittatori e fanatici di torturare e sfruttare i loro Popoli e a mercanti di esseri umani di destabilizzare l'Europa riempendosi le tasche.
2019-09-14 18:04:22
Solo questo è democrazia. Il fatto è che al giorno d'oggi i lupi sono travestiti. E' come nella favola di Cappuccetto Rosso. Cappuccetto Rosso -cioè noi, popolo giulivo- non ha capito che il lupo- l'Ue- si è mangiato nonna Europa e ora, usando come travestimento i suoi abiti- la democrazia- si appresta a mangiare anche noi che, caduti ingenuamente nella trappola, le portiamo vino e focaccia- cioè il frutto dei risparmi nostri e dei nostri vecchi-. Per fortuna c'è il cacciatore in giro- i populisti- e chissà che la nostra storia sia a lieto fine come la favola scritta dai fratelli Grimm. Che cioè il cacciatore riesca a estrarre dal pancione del lupo sia la nonna che Cappuccetto Rosso ancora vivi.
2019-09-14 14:43:21
Alla ineccepibile risposta del Direttore vorrei aggiungere quanto ho sentito dire da un costituzionalista: che PD e M 5 Stelle sarebbero stati in pratica costretti ad accordarsi perché la legge prevede che nel caso di diverse soluzioni per dar vita a un governo, nella fattispecie elezioni anticipate o una nuova coalizione, l'Italia sarebbe tenuta a scegliere quella più gradita all'Unione Europea. La cosa non mi stupisce affatto perché tutti sappiamo che oltre ad averci privato della sovranità monetaria, senza la quale un paese non può dirsi del tutto sovrano, l'Ue mira a privare i paesi membri un poco per volta dell'intera sovranità. Salvini era visto dall'Ue come il fumo negli occhi e in barba alla volontà popolare ha fatto in modo di renderlo inoffensivo, benedicendo un governo di politici obbedienti. Ma prevedo che non durerà molto. A ottobre scadrà il mandato di Draghi e secondo me anche l'attuale governo. Conte è di gradimento per il momento ma Draghi lo sarà ancor più.
2019-09-14 20:08:24
Amburgo "Secondo il mio punto di vista " [miopia]Che rivela o denota scarsa capacità, perspicacia o lungimiranza nel valutare i fatti nella loro attuale realtà o nei loro possibili sviluppi: governanti m.; agire da m.; una m. visione dei fatti; una politica m.