Chiude lo stabilimento ex Esoform, 43 dipendenti senza lavoro

Mercoledì 11 Settembre 2019 di Francesco Campi
Lo stabilimento di via del Lavoro a Rovigo
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ROVIGO - Si preannuncia un autunno caldo sul fronte del lavoro in Polesine: proprio nel giorno della grande manifestazione dei pescatori è arrivata, improvvisa, la notizia della decisione della chiusura dello stabilimento di Rovigo della Ecolab, il grande laboratorio chimico-farmaceutico di viale del Lavoro, con 43 dipendenti, che prima della fusione per incorporazione nel 2011 da parte della multinazionale del Minnesota, era la storica Esoform.
 
Una realtà industriale nata nel lontano 1921 per volontà di una pioniera dell’imprenditoria femminile e poi divenuta sotto la guida di Giulio Cesare Guarniero, nipote della fondatrice Cesarina, di Contarina, un colosso in grado di fornire i propri prodotti a tutti gli ospedali italiani e non solo, diventando leader nazionale nei prodotti per il controllo delle infezioni, per la cura della persona e per la disinfezione di ambienti e superfici. Questa mattina alle 9 i lavoratori sono stati convocati per un’assemblea urgente dai sindacati, che hanno dato l’annuncio delle intenzioni della multinazionale dopo la conclusione di un incontro che si è tenuto nel primo pomeriggio di ieri e convocato dai vertici di Ecolab, che si sono presentati affiancati da un rinomato giuslavorista della “multinazionale della legge” Baker & McKenzie.
A darne conto sono Federica Franceschi della Filctem Cgil, Enrico Rigolin della Femca Cisl e Giampietro Gregnanin della Uiltec. «Su richiesta aziendale – spiegano - abbiamo incontrato i vertici di Ecolab, nelle persone di Antonio Costantini, amministratore delegato di Ecolab Italia, Emilia Brunotti dell’ufficio Risorse umane, Patrick Jean vice president supply chain della divisione Healthcare, assistiti dall’avvocato Carlo Marinelli e da Confindustria Rovigo: l’azienda ci ha comunicato la volontà di avviare la procedura per la chiusura del Plant Rovigo, rilevato da Esoform nel 2011. Tale volontà si concretizzerà con l’apertura a breve della procedura di mobilità che riguarda 43 lavoratori di Ecolab Production».
Una decisione che i sindacati non accetteranno in silenzio, con Rigolin, Gregnanin e Franceschi che preannunciano già come «fin da subito ci attiveremo con tutti gli strumenti consentiti per la difesa del sito produttivo e dell’occupazione, anche presso le sedi istituzionali». Per Rovigo si tratta di una realtà importante, oltre che storica. Come sottolineano ancora Cgil, Cisl e Uil, «purtroppo ancora una volta le relazioni industriali si sono dimostrate inaffidabili rispetto alle problematiche più e più volte sollevate dalle rappresentanze e dal sindacato territoriale, e sono venute a mancare improvvisamente tutte le assicurazioni dichiarate negli incontri sindacali».
Già a maggio, sempre Rigolin insieme a Pieralberto Colombo per la Filctem Cgil e Carlo Ronzino per la Uiltec, aveva sollecitato l’azienda per la convocazione di un incontro di aggiornamento sulla situazione dello stabilimento polesano, sottolineando problemi di natura organizzativa i cui riflessi si facevano sentire sulla produzione, la presenza saltuaria del direttore di produzione nel sito di Rovigo e alcuni imminenti pensionamenti. La richiesta era quella di essere messi a conoscenza di quali investimenti e idee di sviluppo ci fossero. La risposta è stata la peggiore e più inaspettata possibile: nessun investimento perché si vuole chiudere lo stabilimento di Rovigo. Ultimo aggiornamento: 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA