​«Mollo il posto da manager alla Geox e vado a vivere alle Bahamas»

Domenica 11 Agosto 2019 di Vittorio Pierobon
Alessandro Sarno
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MONTEBELLUNA (TREVISO) - «Mollo tutto e vado a vivere alle Bahamas». Chissà quanti lo hanno pensato. Ma nessuno ha avuto il coraggio di dare seguito al sogno. Lui lo ha fatto: ha mollato un super posto da manager alla Geox per andare all'avventura. Senza un piano B.



Alessandro Sarno è un lupo solitario. Nato a Milano, ma di fatto vissuto fin da bambino a Montebelluna, con studi in ragioneria all'istituto Pio X di Treviso, ora è uno dei più affermati fotografi dell'arcipelago dei vip. Libri, mostre, guide turistiche. Soggetto sempre le Bahamas, viste secondo angolature particolari. «Dipingo quelle splendide isole con le foto», sintetizza citando Pablo Picasso che diceva che un fotografo è un pittore che non sa usare il pennello. 
 
LA RICERCAPer la verità, fino a pochi anni fa, non sapeva usare nemmeno la macchina fotografica, era un country manager in carriera e sapeva tutto di bilanci, tecniche di conquista di mercati e vedeva il mondo dalla scrivania del suo ufficio in un grattacielo di Londra. «Ma non ero soddisfatto - racconta seduto in un bar davanti all'ingresso della sua ex scuola a Treviso - Sentivo che non era quella la mia strada, volevo mettermi alla prova. Non essendo sposato, ma avendo solo un cane, mi sono permesso il lusso di licenziarmi e sono andato in vacanza a Miami. Era il 2006 e avevo meno di quarant'anni. Per non restare disoccupato ho cominciato a curare il marketing di una pizzeria della catena Piola. Ma ancora una volta capivo che non era quella la strada giusta. Non rinunci a un posto da manager per gestire l'immagine di una pizzeria. Non era quella la libertà che cercavo. La terra promessa che sognavo non era lontana, a mezz'ora d'aereo. A Miami si percepisce fortemente il richiamo delle Bahamas. E nei week end i jet sono in coda per atterrare all'aeroporto di Nassau, la capitale. Ho preso anch'io un aereo». 
Nei programmi di Sarno, quella alle Bahamas doveva essere una breve vacanza. «Pensavo di fermarmi per una settimana. Ma ormai sono più di dieci anni che vivo lì, alternando dei periodi in Italia per stare un po' con mia mamma». 
LA METAMORFOSIUna metamorfosi, maturata al sole caraibico. Il manager in cravatta si è trasformato in Lonesome photographer, fotografo solitario, il logo che contraddistingue le sue raccolte. «Era tutto così bello che mi è venuta voglia di provare a fare qualche foto. Ho comprato la prima macchina fotografica della mia vita e ho cominciato a scattare. Non dovrei dirlo io, ma venivano proprio delle belle fotografie. Nel frattempo ho avuto la fortuna di fare amicizia con un capitano che aveva in leasing un'isola nell'arcipelago Exumas. Mi ha invitato a trascorrere qualche giorno da lui. Io alla fine per ringraziarlo gli ho regalato un piccolo album delle mie foto ed è stato molto apprezzato. In quel momento ho capito che la fotografia poteva essere la mia nuova strada».
Le vie del successo sono infinite. Alessandro Sarno nella precedente vita ne aveva già percorse un paio, quella sulla finissima sabbia bianca e rosa dell'arcipelago, sembrava la più improbabile. Lì tutti scattano fotografie, possibile che aspettassero proprio lui per farne un business? Pare di sì.
IL SUCCESSOGli scatti di Lonesome Photographer hanno cominciato a fare tendenza, lui non immortalava solo la bellezza mozzafiato, ma cercava l'anima dei luoghi e degli abitanti evidenziandone anche le contraddizioni. Nell'arcipelago-paradiso, dove i vari Bill Gates, Aga Khan, Ernesto Bertarelli ed altri miliardari sono proprietari di intere isole trasformante in fortini inaccessibili, esiste anche una popolazione indigena, discendente dagli schiavi che colonizzarono l'arcipelago, che è solo sfiorata dal profumo della ricchezza.
«Nelle mie foto io cerco di andare oltre il bello, che è davanti agli occhi di tutti, per evidenziare la forza vitale che quelle terre e i loro abitanti esprimono. Spiegarlo con le parole non mi è facile, meglio farlo con le foto». E le foto di Sarno ormai sono in molti a guardarle. È diventato una sorta di Fulvio Roither locale. Chi vuole scoprire le Bahamas deve guardare le sue immagini.
I VOLUMII suoi libri sono molto richiesti. E non è un'impresa da poco farsi conoscere in un micromondo da favola, dove ti puoi sedere al bar e trovarti a fianco di Lenny Kravitz, star della musica che ha preso casa alle Bahamas. «Nessuno ci fa caso a chi sei - racconta Alessandro - una volta Johnny Depp è entrato in un locale assieme ad uno stravagante tipo, allampanato, capelli lunghi, un po' avanti con gli anni e lo ha presentato agli amici: questo è Mick, uno che suona la chitarra. Era Mick Jagger dei Rolling Stones, ma nessuno gli ha chiesto autografi o selfie. È la democrazia del paradiso, tutti uguali». Con il piccolo dettaglio che in questo paradiso sono tutti uguali ma ricchi. «Certo lì il costo della vita è più caro, ma io non sono un nababbo, però riesco a cavarmela». Sarno vive a Nassau, la capitale dove risiedono circa 300mila dei 400mila abitanti delle oltre 700 isole, ma per i suoi reportage si trasferisce per lunghi periodi in zone più remote.
LA QUIETE«Se si esclude Nassau, dove c'è molta animazione, perché attraccano le navi e arrivano gli aerei che scaricano turisti, nel resto dell'arcipelago c'è quiete assolta, si sparisce nel nulla. Ci sono vip, come Tiger Wood, il grande campione di golf, che vivono in isole blindate, si arriva in elicottero e nessuno può accedervi senza permesso». In questo paradiso, dove però non mancano i contrasti e ci sono sacche di emarginazione, Alessandro Sarno ha trovato il suo habitat ideale. È amico di tutti, dai politici di governo agli abitanti dei quartieri poveri. Tutti conoscono l'italiano, il fotografo solitario.
Tornare a Treviso? «Per brevi periodi lo faccio volentieri, vedo mia mamma e saluto un po' di amici, ma il mondo è troppo grande per fermarsi qui. Per ora fotografo le Bahamas, poi chissà?» Per ora va bene così. Ha realizzato un sogno che per gli altri è solo una canzonetta: una vita in vacanza! 
Vittorio Pierobon
(vittorio.pierobon@libero.it) Ultimo aggiornamento: 13 Agosto, 14:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA