Show delle Frecce tricolori per l'apertura dell'evento

Show delle Frecce tricolori per l'apertura dell'evento
Lo spettacolare sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale dell’Aeronautica Militare con sottofondo l’Inno di Mameli, eseguito dal coro del Teatro La Fenice, ha inaugurato oggi il Salone Nautico Venezia. L’evento fieristico in programma fino a domenica 23 giugno all’Arsenale è promosso dal Comune di Venezia e realizzato da Vela Spa. Alla cerimonia sono intervenuti il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, insieme alle massime autorità civili e militari, e ai rappresentanti della città metropolitana di Venezia.

 I diversi aspetti del progetto di un'imbarcazione, sia per la nautica da diporto che per il trasporto di persone, sono al centro di un approfondimento all'interno del Salone Nautico di Venezia. L'iniziativa ha preso il via oggi,  giorno dell'inaugurazione, col convegno 'L'avanguardia del design, i percorsi del nuovo nello yachting'. Diversi e articolati gli interventi nell'incontro alla Torre di Porta Nuova dell'Arsenale.

 


Partendo dalla prospettiva della vela, Luca Bassani di Wally Yachts, ha presentato un'analisi approfondita del fenomeno del design nella nautica. «Il processo innovativo - ha affermato - parte dal tentativo di migliorare, ma è basato anche sui nuovi materiali. L'innovazione è data dal sentimento di una necessità da risolvere, ma anche dalla conoscenza del prodotto, di come si usa, di tutti i materiali, vecchi e nuovi, che possono essere utilizzati, tra tradizione e innovazione, in modo diverso per ottenere quello che si sogna. Le novità, al giorno d'oggi, non sono mai assolute, ma sono una ripresa di sistemi già esistenti applicati in modo diverso. E un cantiere che pretende di fare innovazione senza ricerca e sviluppo, per cui serve la miglior organizzazione per organizzare ogni aspetto del sistema-barca in profondità, non fa innovazione, ma solo copie. Ogni innovazione cambia infatti tutto il sistema-barca». Lo yacht designer Luca Dini ha invece lanciato un suo auspicio: «Noi continueremo a fare yacht perché viviamo di questo mestiere. Ma mi piacerebbe - ha detto - che ci fosse sempre almeno un progetto, che magari non sarà mai costruito, che dia il là a un ragionamento, tra nuovi e vecchi imprenditori, per far sì che la barca torni l'oggetto che è stato da sempre: un oggetto per passare momenti spensierati, belli e felici». «Le proporzioni - ha detto nel suo intervento sui mega yacht Carlo Nuvolari, organizzatore del convegno e progettista - sono tutto, il bello è legato alle proporzioni». Tra lusso ed estetica, gusto degli armatori e gigantismo, Nuvolari ha dedicato un interessante approfondimento alla «strana commistione tra architettura civile e yacht». «Le navi - ha affermato - per me devono avere una linea legata alla funzione. Non dico che sia giusto o sbagliato. Dico solo che le ultime navi da crociera sono operazioni immobiliari semoventi e sono un problema non solo a Venezia. Sono troppo grandi e i due mercati, delle crociere e dei mega yacht, non possono più stare insieme, i porti non possono essere polifunzionali». Sono intervenuti anche Mario De Biase, dello Stato Maggiore della Marina, spiegando che «nella progettazione della Marina Militare si punta sull'innovazione nella tradizione» e infine Carlo Fei, dell'Università Luiss, che ha parlato di lusso. «Nel mondo occidentale - ha sottolineato - l'acqua ricorre come tema evocativo del lusso, del benessere e dello star bene». Coinvolta nell'iniziativa, è stata invitata sul palco anche la direttrice dei Musei Civici, Gabriella Belli. «Questa esperienza per noi è stata meravigliosa, immersiva in un mondo tanto diverso, ma anche con tante connessioni col mondo dell'arte. Io credo che il design italiano abbia nel mondo più fortuna. E questo aiuta moltissimo ad avere porte aperte».
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Mercoledì 19 Giugno 2019, 16:58






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2 di 2 commenti presenti
2019-06-20 17:17:21
siamo tutti dispiaciuti che non l'abbiano disturbata mentre faceva il riposino pomeridiano.
2019-06-20 11:21:11
Loro giocano con l'aereoplano. Noi lavoriamo e paghiamo. L'aereoplano vola radente, sopra alle case. Noi lavoriamo e paghiamo i danni causati da queste "utili risorse" (paghiamo noi)... E ad un certo punto non c'e'da stupirsi se ricordiamo Ramstein.