I temi nazionali hanno condizionato la campagna Ma almeno nessuno oggi pensa di lasciare la Ue

Caro direttore,
ho letto ieri una considerazione molto giusta, su questo giornale: si parla poco o mai dell'Europa, malgrado le elezioni riguardino il parlamento EU. Vorrei portare una testimonianza personale. Negli anni 1995 1998 ho fatto il lobbista, spero in senso buono, con Bruxelles e Strasburgo, in qualità di Presidente di Advanced Communications for Europe, un istituto con sede a Parigi e associati sia gli ex monopolisti che i nuovi entranti nel settore TLC, con l'obiettivo di promuovere sviluppo economico attraverso la deregolamentazione delle telecomunicazioni avvenuta nel 1998.
Ebbene, avevo la netta percezione di un'Italia oscillante tra un atteggiamento quasi retorico di un europeismo di maniera e un disinteresse di fatto per i temi europei. Sicuramente vi erano nostri rappresentanti impegnati, ma moltissimi parlamentari erano stati mandati in Europa o in una forma di pensionamento dorato, premio e nel contempo messi fuori dall'agone politico nostrano, e altri col doppio incarico, in Italia e in Europa, quindi presenti si e no 2 o 3 giorni al mese a Strasburgo e mai o quasi nelle commissioni. Se fossimo più presenti, e anche più credibili, penso potremmo contare di più, senza battere i pugni sul tavolo come è sfuggito a Renzi e senza additare l'Europa come causa di tutti i nostri mali come si sta facendo oggi.

Aldo Mariconda

Caro lettore,
le tensioni interne al governo e l'infinita sfida tra Salvini e Di Maio hanno più di altre volte concentrato sui temi nazionali questa campagna elettorale. Di Europa si è parlato poco e quasi sempre per attaccare gli avversari sui loro alleati. Considerati i precari equilibri politici italiani credo che fosse inevitabile: l'esigenza di capire come sono cambiati i rapporti di forza dentro e fuori la maggioranza ha prevalso su tutto. Anche su Bruxelles e Strasburgo. C'è però, in questo disinteresse, anche un aspetto positivo. Oggi in Italia la nostra appartenenza alla Ue e all'euro non è più messa in discussione praticamente da nessuno. Il principale tema di divisione in campo europeo è venuto meno. Non è molto osserverà qualcuno. Forse è vero. Ma credo sia importante che le principali forze politiche almeno su questo concordino. Perché l'Europa va profondamente cambiata, nella sua politica e nelle sue scelte strategiche, ma abbandonarla, soprattutto per un Paese come l'Italia sarebbe un suicidio.
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Domenica 26 Maggio 2019, 05:05






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5 di 13 commenti presenti
2019-05-27 21:00:44
Infatti chi e' il piu' votato tra i candidati alle europee con oltre due milioni di preferenze? E quello ultraottantenne con 500.000?
2019-05-27 00:18:43
Rimanere nella UE invece cosa sarebbe? Oltre che follia e malafede s'intende
2019-05-26 21:10:09
"Almeno" almeno cosa? L'Europa è andata bene solo ai politici che ci hanno mangiato sopra ed a quelli che non avevano nulla da perdere, europa.....tse!
2019-05-27 11:44:48
Sono sufficientemente vecchio per ricordare quando i GR si concludevano con l'indicazione del valore delle lira nei confronti delle altre monete: spesso a mio padre scappava qualche imprecazione! Oggi quei rischi non li corriamo più. Resta chiaro che i vantaggi vanno cercati e coltivati, anche a costo di qualche sacrificio:
2019-05-27 12:53:59
Qualche ? colonizzati in ogni centimetro ?