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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Rubelli tra le grandi firme presenti
ai Saloni e Fuorisaloni di Mlano

 
 
Saloni…Fuori saloni…a Milano la rassegna nata in origine per presentare nei padiglioni della Fiera, a Rho, il meglio della produzione destinata alla casa, all’arredo, nelle ultime stagioni è letteralmente scoppiata fino a diventare l’appuntamento del mondo con l’Italia. Perché non c’è più solo Milano-Fiera  e la produzione “home” vera e propria ma  tutto l’immaginifico che ogni firma ha deciso di affrontare partecipando con novità che affrontano il tema del design in tutte le sue possibili esternazioni.
Se i Saloni, proposti in Fiera con gli stands delle aziende partecipanti in numero sempre più  esteso, hanno assunto il ruolo che – poniamo – per Venezia è interpretato dalla Biennale d’Arte,  il  Fuorisalone (ovvero la partecipazione non inserita nella Fiera vera e propria ma proposta ovunque sia possibile entro i confini di Milano …e oltre) ha fatto sì che per il mondo della produzione “home”, destinata alla casa, all’ufficio, l giardino, alla barca, al luogo dove dobbiamo abitare, soggiornare, lavorare, oziare, questa possibilità assumesse ruolo di tale internazionalità e consenso da risultare il momento più vivace e più atteso non solo dal mercato internazionale  ma dal mondo dell’arte che nel design vede una delle sue espressioni  più attuali e importanti.
Una passeggiata per Milano in tempo di “Saloni” diventa un gioco, una pagina di attualità, un’esperienza interessante condivisa da un numero di visitatori che rende ìl capoluogo lombardo una sorta di interporto attivo 24 h. su 24. Intasate le strade, proibitivo cercare un taxi, gli alberghi esauriti offrono sì e no qualche possibilità a prezzi astronomici, nei locali più noti  è prenotato tutto da mesi. Per ogni vetrina allestita con finalità di adesione al tema “abitare” ,  bisogna mettersi in coda per sbirciare così come nei punti di ritrovo più importanti per chi desidera sapere cosa si produce ,  cosa si propone, cosa si vende per il settore della casa, ma  sarebbe meglio dire della vita perché non c’è articolo che si sottragga al fascino di questo momento magico  della Milano da vivere.
Installazioni, eventi, show, portano le firme più mote alla luce di una ribalta diversa. In questo  prestigioso appuntamento  milanese con il design ha  parlato  anche la firma maxima del settore, la veneziana Rubelli  produttrice non solo di tessuti per l’arredamento  impiegati da importanti griffes come Cartier, Tiffany, Damiani:  divenuto famoso ormai lo zainetto “Tazio” di Pal Zileri, o le capsules di Santoni,  ma anche con i suoi mobili di purissimo design.  Di  Rubelli , nel Fuorisalone  ,  anche la gualdrappa di uno dei tredici cavalli ospitati nella mostra  “Leonardo Horse Project” allestita da Snaitech nell’ Ippodromo di Milano per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci .  Tessuti-carta di grande resistenza e di assoluta modernità sostituiranno l’uso della carta da parati che nel tempo ha acquisito applicazioni diverse.
Il successo del  FuoriSaloni a Milano potrebbe suggerire a Venezia l’organizzazione di un “FuoriBiennale “  non affidato alla casualità ma organizzato con  il rispetto più severo per la qualità alta dei prodotti  d’arte e di artigianato  e delle firme partecipanti.  L’estensione del concetto di artigianato come “arte applicata”  consente una esposizione che estenda la propria particolarità a tutto ciò che si produce nel segno del Design. E Venezia avrebbe assoluto bisogno di tornare vetrina di opere di qualità in tutti i settori che sostituiscano il bunga-bunga di mercatino volgare che oggi la soffoca e la offende.

Venerdì 19 Aprile 2019, 22:20
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