Camion con i tronchi degli schianti: blitz della Finanza, era tutto in regola

Venerdì 15 Marzo 2019 di Yvonne Toscani
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SAN PIETRO - Controllo a tappeto dei tronchi, di proprietà delle Regole di San Pietro e venduti ad una ditta locale, che escono dalla Val Visdende. Nei giorni scorsi le pregiate “taie” sono passate al vaglio della Guardia di Finanza di Auronzo, salita a Cima Canale, nel censuario amministrativo di Santo Stefano, alle porte della valle, vicino alla casermetta. Ai raggi “x” delle fiamme gialle sono finiti i tir, tanto la motrice quanto il rimorchio, i carichi, pronti a scendere lungo i tornanti del Cianà, i documenti di trasporto, cioè le bolle, e persino i contratti di assunzione dei conducenti, dopo la loro identificazione. Ed alla fine, dopo tre ore di dati incrociati, il riscontro è stato quello atteso, e scontato in ambito regoliero, della completa regolarità. «Non può che essere così e me lo aspettavo – conferma  Marco Cesco Fabbro, guardia boschiva del Consorzio Visdende che riunisce, per alcuni ambiti, il patrimonio e l’attività di tutte le quattro Regole sampietrine –. Si è trattato di un semplice controllo, che ha analizzato più aspetti e che ha constatato la conformità delle operazioni». Del resto l’enorme danno, l’altrettanto legname da asportare, il prezzo noto, il fenomeno mediatico, su tutti i mezzi di comunicazione con un tamtam che non ha precedenti, non potevano che portare, prima o poi, alla verifica in loco. «Controlliamo ogni metro cubo, camion per camion, in uscita dalla Valle – continua il dipendente delle Comunioni familiari –. Finora, in circa due mesi, sono usciti 400 tir a due o tre stive, piene di tronchi, pari a 12mila metri cubi di legname, equivalenti al 10 per cento di quanto abbattuto dall’uragano Vaia». Numeri da capogiro che, sommati ad altrettanti di proprietà delle quattro Regole di Santo Stefano, portano a poco meno di 250mila i metri cubi tranciati dalla tempesta e che “costringeranno” probabilmente ad ulteriori verifiche nelle prossime settimane e mesi.
I DUBBI
Il controllo, verificatosi nel pomeriggio di lunedì, si è immediatamente diffuso tra i regolieri, molti dei quali sospettano che esso sia conseguente alla segnalazione da parte della concorrenza. E se la massima trasparenza garantisce la tranquillità su questo fronte, è ben altro ad agitare le notti e i sonni delle Regole, vale a dire il bostrico. 
LE SPERANZE
«Dobbiamo recuperare il maggior quantitativo nel minor tempo possibile – conclude Marco Cesco Fabbro –. Gli esperti forestali ci invitano a farlo e a pensare non a quanto è a terra piuttosto al patrimonio ancora in piedi: è questo che va salvato e tutelato. Quanto stiamo vedendo, giorno dopo giorno, si aggrava e la nostra valle si sta trasformando in un cimitero. Speriamo che gli enti superiori ci aiutino». © RIPRODUZIONE RISERVATA