Bidelli: 2 licenziati, 10 contratti revocati si stringe il cerchio sui falsi diplomi

Lunedì 11 Febbraio 2019 di Luca Bertevello
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TREVISO - Due licenziamenti in tronco con segnalazioni alla Procura, dieci contratti a tempo determinato già revocati dagli istituti di appartenenza. E all'orizzonte la scure dell'Ufficio scolastico regionale che si sta per abbattere su tutto il personale Ata della Marca assunto con diplomi sospetti. Le posizioni sotto inchiesta sono decine. E dove non arrivano il falso materiale e ideologico o in alcuni casi la truffa ai danni dello Stato, ci sono comunque graduatorie da aggiornare e correggere, con pesanti conseguenze per chi è destinato a retrocedere perchè non ha saputo produrre attestazioni credibili. 
 
LISTA INFINITA
Dopo due mesi di verifiche e indagini sui diplomi fasulli, si sta dunque arrivando alla resa dei conti. I licenziamenti già esecutivi a San Polo di Piave e Vittorio Veneto rischiano dunque di essere solo la punta di un iceberg, mentre la lista delle paritarie che hanno sfornato diplomi a raffica si arricchisce quasi ogni giorno di nomi nuovi dopo quelli storici da tempo sotto i riflettori: la De Nicola di San Giuseppe Vesuviano, la San Remigio di Nocera Inferiore, la Disney Club di Marcianise e il Voltaire di Napoli.
MAI RICONOSCIUTI
Istituto non funzionante, mai destinatario di concessioni della parità scolastica, mai riconosciuto legalmente dal Miur. La Luca Pignataro di Salerno è una delle nuove realtà oggetto di attenzione. Come sia riuscita a produrre titoli senza aver avuto il via libera dalle autorità scolastiche è uno degli aspetti irrisolti e grotteschi di questa situazione. Un brodo primordiale di inganni nel quale si trova invischiata anche la paritaria Giacomo Moschetti, sempre di Salerno. Ha rilasciato certificati di frequenza e diplomi pur non essendo risconosciuta dagli uffici ministeriali. La Luca Pacioli di Nola, invece, il riconoscimento l'aveva avuto, ma se l'è visto revocare nel 2013 per tutti gli indirizzi scolastici. Gli atti relativi furono assegnati a un Istituto comprensivo statale che però non li ha mai consegnati all'Ufficio scolastico della Campania, facendo così scattare una segnalazione alla Procura. Si potrebbe andare avanti quasi all'infinito: il Forcella di Nocera Inferiore (Salerno) non ha mai avuto alcuna autorizzazione a effettuare la sessione straordinaria di esami nel 2012-2013, ottenendola solo nell'anno successivo. Diplomi però ne sono usciti anche da lì. Nel 2016 poi ha cambiato denominazione si è trasferito a Nocera Superiore. Il Levi di Agropoli, sempre in provincia di Salerno, ha funzionato 5 anni in regime di parità, ma nel 2013 l'ha persa. Anche in questo caso tutta la documentazione è stata consegnata a un Comprensivo che non l'ha mai inoltrata agli organi competenti. I problemi da affrontare per le scuole trevigiane e venete sono stati molteplici, perchè anche laddove è stata riconosciuta l'attività scolastica di un determinato istituto paritario, spesso a non combaciare erano gli anni. 
GINEPRAIOIl diploma c'è, bello gonfio di crediti, la scuola esiste o è esistita, l'attività formativa è o è stata apparentemente regolare, ma non c'è corrispondenza fra gli anni di apertura dei corsi e quelli di consegna del sospirato titolo di studio. Discorso pressochè identico anche per i titoli integrativi con qualifiche su uso dei computer e conoscenza della lingua inglese che non trovano corrispettivi nella realtà. Un ginepraio che ha fatto impazzire le segreterie di tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia. Ora però i nodi vengono al pettine. E in settimana sapremo esattamente quanti sono.
  Ultimo aggiornamento: 15:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA