Avvocato malato di diabete muore in Venezuela: manca insulina per le cure

PER APPROFONDIRE: diabete, insulina, italo carli, ospedale
La foto della famiglia Carli, cerchiato Italo Carli

di Redazione Online

VENEZIA Il legale di origini veneziane Italo Carli, 58 anni, è morto  in Venezuela: era ricoverato in una clinica all'avanguardia nella città diValencia, ma la mancanza di farmaci negli ospedali del Paese sudamericano ha provocato la tragedia.

E' stato il cugino, l'avvocato veneziano Marco Sitran, a diffondere la notizia sui social sulla propria pagina Fb e a ricordare la figura del parente che era legatissimo alle sue origini. Carli è morto per una crisi diabetica, senza la dose di insulina che avrebbe potuto salvarlo. Il fratello che lo aveva accompagnato in ospedale ha tentato di tutto. 

Italo Carli - che aveva  4 fratelli  - era nato in Venezuela da padre veneziano, marinaio sui mercantili molto noto in città. Alcuni  familiari  vivono ancora in laguna così come i parenti della famiglia Sitran. 

Il 58enne legale era stato in Italia a lungo per gli studi vivendo per 12  anni al Lido, mentre frequentava l'università a Padova e Ferrara. Dopo la laurea in Legge tornò in Venezuela dove ha svolto anche mansioni di guidice ed era tuttora in attività. 

La tragedia è avvenuta a fine gennaio ma la notizia è stata resa nota solo in questi giorni.


ALTRI PARTICOLARI SUL GAZZETTINO DI DOMANI, 10 FEBBRAIO
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sabato 9 Febbraio 2019, 09:51






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Avvocato malato di diabete muore in Venezuela: manca insulina per le cure
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 45 commenti presenti
2019-02-09 21:51:47
Se per quello gli americani hanno portato la democrazia anche in Italia. E non siamo annoverati tra I grandi produttori di petrolio. Finiamola di cercare giustificazioni per quello che sta' accadendo
2019-02-10 19:52:13
"..non siamo annoverati tra i grandi produttori di petrolio" - giusto e vabbene. Semmai siamo considerati per "ospitare" circa un centinaio e più tra basi U.S.A. e NATO il qual costo (per l'Italia, per i contribuenti italiani s'intende) può riassumersi in circa 70 MLN giornalieri e che moltiplicati 365 fanno (solo) venticinque (e qualcosina) miliardi l'anno di spese militari. Come "democrazia".. . la ritengo un po' costosa, direi.. .
2019-02-10 23:34:33
Assolutamente falso. 25 miliardi sono le spese complessive sostenute dall' Italia per la difesa nel 2018. Di questi circa 600 milioni sono riconducibili a costi per contributi legati alla presenza USA. Non esistono poi cifre attendibili per quanto riguarda la ricadute economiche legate alla presenza di personale militare in Italia ma sono sicuramente ingenti. Vivendo a pochi chilometri da una di queste basi posso testimoniare come bar, ristoranti, agenzie immobiliari, concessionarie etc. vivono e fanno affari grazie a loro. Quindi lei vorrebbe eliminare l' esercito per risparmiare 25 miliardi, rimpatriare gli americani, e Maduro al governo. Non male come programma.
2019-02-11 20:03:26
..Ma no, figuriamoci; perché mi addebita simili volontà. Dico solo che la presenza delle basi U.S.A. NATO potranno anche creare soldi (per pochi) e nel contempo fanno dell'Italia una grande POLVERIERA (Camp Darby - Livorno, ove sono stoccate migliaia di munizioni e armamenti di vario tipo). Lasciamo stare poi le future B61-12 che saranno sistemate sul nostro (adorato) Stivale.. e che ci regaleranno semmai l'onore, l'ebbrezza - nello sciagurato caso di conflitto atomico - di saltare in aria per primi.
2019-02-11 21:55:48
A parte il fatto che nel caso di conflitto nucleare poco importa chi salta in aria per primo perche' sarebbe comunque la fine. Ma le bombe atomiche sul nostro territorio devono eventualmente essere lanciate all' avversario e non sono fatte per saltare in aria sul posto. Poi per l' amor di Dio possiamo sempre giocare a tirarcele addosso ma non credo ne valga la pena. E comunque l' argomento era il Venezuela e al momento sono le armi che dispone Maduro che continuano a mietere morti tra i civili. Questo deve essere fermato il prima possibile con l' ausilio della comunita' internazionale.