Orme sulla neve: il lupo si è spinto fino al monte Tomatico /Foto

Domenica 20 Gennaio 2019 di Daniele Mammani
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FELTRE - Il lupo è arrivato anche sul Tomatico. Dopo i recenti avvistamenti di Mel il Canis Lupus, come lo classificò il naturalista svedese Carlo Linneo, ha fatto la sua apparizione anche sul monte che sovrasta Feltre
A trovarne i segni alcuni escursionisti che si stavano avvicinando alla vetta: una serie di orme sulla neve che hanno indicato subito il lupo come l'animale che le ha prodotte.

A Mel si aggira una coppia di lupi con i cuccioli: li vede e si nasconde nel fienile

Le tracce rinvenute sul Tomatico potevano essere scambiate per quelle di un cane, ma alcuni segni indentificativi hanno cancellato ogni altra possibilità. La camminata del lupo è ben diversa da quella di un cane. Il miglior amico dell'uomo non procede nel passo con una precisione assoluta, spesso Fido è distratto e segue un andamento ondeggiante curiosando qua e là. L'incedere del lupo è ben diverso, la sua precisione si addice al predatore quale è. La camminata segue un'immaginaria linea retta  che l'animale non abbandona mai se per cambiare direzione. Questo il primo indizio, al quale segue la dimensione dell'impronta che per un lupo adulto si aggira dai 10 ai 12 centimetri e quelle rinvenute sul sentiero del monte feltrino erano di poco inferiori ai 12. Il terzo indizio riguarda gli escrementi caratteristici per un canide lupino perché contengono pelo e pezzetti di osso dell'animale mangiato.
LA PRESENZALa presenza dell'animale sul Tomatico è plausibile, lo spiega Francesco Zambon, presidente della Riserva comunale alpina di caccia di Feltre: «I lupi sono presenti sul Monte Grappa quindi è probabile che siano arrivati in cima al Tomatico, ma anche in aree più basse vicine a Feltre. Hanno un raggio di spostamento molto ampio e camminano fino a che non trovano il cibo che corrisponde al muflone, al capriolo, ma anche a bestiame di allevamento. Sono carnivori al cento per cento, non vanno in letargo e stanno anche del tempo senza mangiare, ma quando incontrano una possibile preda questa non ha scampo». I cacciatori hanno riscontrato la minor presenza di ungulati riconducibile proprio alla presenza del lupo che in queste zone era stato allontanato a inizio del secolo scorso.
L'OPINIONE«Gli ungulati delle nostre zone - continua Zambon - non conoscono questo predatore e diventano così facili bersagli. Una decisione su come procedere dovrà essere presa dagli organismi competenti. Di questo problema se ne parla da tempo e intanto il lupo mangia». Il presidente conclude: «Credo che l'arrivo di questo animale abbia aggiunto un altro problema agli allevatori e non da meno ha creato una possibile paura agli escursionisti».
 

Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 14:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA