Sissy Trovato Mazza è morta. L'agente in coma da 2 anni: la sua storia è un mistero

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Sissy Trovato Mazza è morta, l'agente in coma da due anni: la sua storia ancora avvolta nel mistero

di Alessia Strinati

Sissy Trovato Mazza è morta. L'agente di polizia ridotta in stato vegetativo da un colpo di pistola si è spenta a seguito di una grave infezione che ha complicato il quadro clinico. Sissy è morta nella casa di famiglia a Taurianova (Reggio), dove era stata trasferita una volta compreso dai medici che per lei non ci sarebbero state più speranze.

Da due anni si trovava in condizioni critiche e purtroppo le speranze di sopravvivenza erano sempre più basse, motivo per cui, insieme ai familiari si è optato per il trasferimento a casa, dove sarebbe potuta morire circondata dal calore dei suoi affetti. E così è stato. L'agente aveva 28 anni e della sua storia da tempo se ne occupa Chi L'ha visto, a causa del mistero che ruotava intorno a quel drammatico incidente.

Sissy è stata ritrovata all'interno dell'ascensore dell'ospedale civile di Venezia, dove si trovava per lavoro, colpita da un proiettile della sua pistola, non è mai stato chiaro se si fosse trattato di un tentativo di suicidio o se qualcuno avesse voluto ucciderla. A lungo si è valutata la prima ipotesi, ma una serie di indizi e la convinzione dei familiari che non avrebbe mai potuto compirere un simile gesto, hanno poi fatto scattare anche delle indagini per tentato omicidio. Sissy per due anni ha lottato tra la vita e la morte: è stata sottoposta a delicati interventi, ma alla fine non ce l'ha fatta. Tutta la comnità si è stretta intorno al dolore della famiglia.

CORDOGLIO DEL DAP
«La scomparsa della giovane agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza dopo due anni di agonia e sofferenza è una notizia tristissima che addolora profondamente tutti, familiari, amici e l'intera Amministrazione della quale faceva parte». Lo afferma in una nota il Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Francesco Basentini dopo la morte dell'agente che due anni fa fu ridotta in stato vegetativo da un colpo di pistola esploso da mano ignota nel vano dell'ascensore dell'ospedale civile di Venezia, dove era in servizio esterno. Originaria di Taurianona, in provincia di Reggio Calabria, lavorava infatti nel carcere femminile della Giudecca. «La sua battaglia - prosegue Basentini - si è conclusa ieri sera. Ma io mi auguro che la stessa determinazione con la quale Sissy ha dimostrato di voler rimanere aggrappata alla vita sia da sprono, ora più che mai, per l'accertamento della verità e venga fatta finalmente piena luce su quanto accaduto quel terribile giorno. Lo dobbiamo a lei, alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti i suoi colleghi, che non hanno mai smesso di innalzare una preghiera per lei in questi due anni».
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Domenica 13 Gennaio 2019, 09:52






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4 di 9 commenti presenti
2019-01-13 18:54:28
si, quelli del chirurgo appena uscito dalla sala operatoria...
2019-01-13 13:07:34
storia molto contorta perchè fa comodo sia contorta. di solito i familiari di un suicida si appigliano a tutto pur di convincersi e convincere che non ha potuto farlo di sua volontà. specialmente se ha due cognomi.
2019-01-13 12:54:02
Sentite condoglianze alla famiglia. Gli auguro possano trovare la verità.. riposa in pace..
2019-01-13 12:37:06
Brutta storia.RIP