Non si può tollerare tutto, una società che non pone limiti è destinata a diventare meno libera

PER APPROFONDIRE: libertà, società
Caro direttore, 
chi difende le tradizioni non si è accorto che negli ultimi decenni, esse sono cambiate in modo tale che i nostri nonni o bisnonni, se venissero al mondo, crederebbero di vivere su un altro pianeta. Prendiamo il Veneto. In questa regione molto legata alle tradizioni, il dialetto è quasi scomparso fra i giovani delle città (resiste di più in provincia, ma è ormai italianizzato); della vera cucina veneta resta poco se la confrontiamo con quella, povera di ingredienti, di cento anni fa; il modo di parlare , di vestire, di divertirsi, di interpretare il mondo e di godere la musica si è ormai mondializzato. Anche il modo di interpretare la morale è cambiato. Oggi non fa più scandalo: chi divorzia o la donna che abortisce (lo permette anche la legge) o chi si sposa solo civilmente; sono diventate di uso comune le esperienze sessuali prima del matrimonio; la non verginità della donna da marito è ormai accettata da quasi tutti i giovani maschi. Anche la religione è diventata più tollerante. Oggi gli atei e gli agnostici non sono più considerati degli indemoniati; l'omosessualità è ormai criticata solo dai retrogradi più ottusi; chi appartiene ad altre religioni è rispettato se non predica la violenza. L'elenco potrebbe continuare, ma mi fermo qui. 


Franco Vicentini
Treviso 


Caro lettore, 
non sarei così negativo. Se c'è un territorio dove l'identità e le tradizioni sono considerati valori da tutelare questo è il Nordest. Altri regioni, peso alla Lombardia, hanno subito un processo di secolarizzazione assai più accentuato. Diverso il discorso sull'evoluzione dei costumi e sulla tolleranza. Progresso e cambiamento non sono sempre sinonimi di miglioramento. Ma alcuni dei mutamenti a cui lei fa riferimento sono da considerare scelte di civiltà. Penso, per esempio, al divorzio o al mutato atteggiamento nei confronti dell'omosessualità. Non credo sia da rimpiangere una società che discriminava, assai più di quanto accade oggi, in base al sesso o alle scelte religiose. La cosiddetta società aperta, non governata cioè da verità assolute, è una conquista da difendere. Innanzitutto da se stessa. E qui sta il problema, che rimanda a quello che il filosofo Karl Popper, il principale teorico della società aperta, definiva il paradosso della tolleranza. Oggi in nome di questo principio si tende a legittimare e giustificare tutto o quasi. Ma una comunità che non pone dei limiti alla tolleranza è destinata a essere essa stessa vittima dell'intolleranza. Occorre quindi fissare degli argini. Ed essere intolleranti nei confronti di chi è intollerante. Solo così possiamo preservare una società aperta e, con essa, le nostre libertà e le nostre tradizioni. 
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì 11 Gennaio 2019, 13:46






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Non si può tollerare tutto, una società che non pone limiti è destinata a diventare meno libera
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 26 commenti presenti
2019-01-12 16:08:10
Il signor Vicentini non e' negativo, ma solo spaventato. Dovunque la societa', anche Veneta, si EVOLVE continuamente, anche se ci sono problemi persistenti, come la bomba demografica o -relativamente "nuovi" -- come il cambiamento climatico, o la necessita' di armonizzare la fiscalita' tra i vari Paesi del mondo. Ci sono inoltre dei VALORI comuni a tutte le societa' del mondo, come l'Equita', la Giustizia, la Liberta', il Mentire --. La globalizazzione, frutto della connettivita' della "rete", ha portato molti a "delocalizzare" in luoghi dove il lavoro e' piu' economico o fattibile, ma ancora non si e' focalizzato che tutto il LAVORO del genere umano e' a rischio (anche coloro che hanno lavori come l'avvocato. l'ingegnere, l'architetto, e simili) non per via della presenza o meno dei "LIMITI" ma a causa della AUTOMAZIONE. In conclusione, secondo me, la societa' Veneta si sapra' adattare alla EVOLUZIONE, i LIMITI cambieranno nel tempo, ma continueranno ad esserci per poter sopravvivere noi e i ns. discendenti. Noi e/o i ns. discendenti dovremo/anno CAPIRE e fare propri quali sono i DIRITTI e DOVERI di ciascuno in ogni momento, senza paura.
2019-01-12 19:21:05
Cerco di rispondere ora al titolo: NON esiste una societa' che puo' tollerare TUTTO (il "tutto" da specificare -- dovunque nel Pianeta) ed altre che non lo possono fare in ogni tempo...e non esiste una societa' che non pone limiti (Esempi prego? di morale o di ricchezza)....secondo me, quello che si dovrebbe insegnare ai ns. discendenti e' quali sono i diritti E doveri che hanno limiti ed EVOLVONO sempre (nonostante, nel Ventunesimo secolo A. D., siamo agli albori dell'AUTOMAZIONE o robotica e l'AI e la ns. privacy sara' barattata e/o venduta). Dopotutto, l'Homo sapiens (NOI) siamo evoluti e "usciti" dall'Africa ca 320 MILA anni fa (solo). Ora ai residenti del Veneto: secondo me e vengo da molto lontano, la sopravvivenza dei residenti del Veneto (la popolazione ha ca 4 MILA anni nel territorio) e' legata all'AUTONOMIA del Veneto. Solo assumendo le proprie responsabilita' (diritti e doveri) noi e i ns. discendenti (molti emigreranno) avranno la possibilita' di farsi un futuro, dipendendo POCO dagli "altri" (umani o non).
2019-01-12 14:16:12
è che tutti vogliono la libera arbitrarietà ad oltranza solo per sé senza tollerarla negli altri
2019-01-12 14:05:21
Al lettore, bene, e dopo tutto questo denigrare si ponga una domana sana: contento di cosa ci avete lasciato? Perché è troppo facile incolpare gli altri quando la generazione cui suppongo appartenga il lettore è stata l'ultima a passare da una guerra al boom economico. Ma preferiscono interrogarsi su quanto vedono intorno oggi, sorvolando olimpicamente su quando poco ci avete lasciato in eredità. Lui a 40 anni non aveva i problemi dei 40enni di oggi e io a 12 anni non avefo i problemi dei 12 di oggi ma se io ai 12enni devo rispondere di quanto non abbiamo dato, è giusto che lui critichi senza mettersi mai in discussione? Facciamo che anche no. Voi siete gli ultimi pensionati italiani e state a criticare chi sta lavorando il quadruplo per avere in cambio meno della metà. Ah, la verginità di mio marito l'ho accetata senza scandali anche io e certi credenti sono i veri indemoniati, ma non per questo sputo su una generazione intera.
2019-01-13 14:45:29
Delirio