Morì a 16 anni di overdose nei bagni della stazione: preso il pusher 24enne

PER APPROFONDIRE: 16enne, eroina gialla, morta, udine
I bagni della stazione di Udine dove venne trovata morta la 16enne
UDINE - Un giovane di 24 anni, cittadino afgano, J.S., è stato arrestato ieri dalla polizia con l'accusa di aver ceduto la dose letale di "eroina gialla" che fu assunta da una sedicenne friulana, morta per overdose nei bagni della stazione di Udine il 3 ottobre scorso. La ragazza era insieme con il suo fidanzatino.

L'arresto è stato eseguito in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Udine su richiesta della procura. Il giovane è indagato per spaccio e morte come conseguenza - non voluta - di altro reato. È stato identificato dagli investigatori che hanno visionato i filmati delle telecamere di videosorveglianza cittadine, e analizzato i tabulati e i telefoni cellulari dei ragazzi coinvolti nella vicenda. Lo spacciatore avrebbe fornito la sostanza lo stesso giorno della morte alla coppia di adolescenti, ed è stato rintracciato ieri pomeriggio nella zona di borgo stazione, dove si trovava violando, tra l'altro, un precedente divieto di dimora a Udine e una misura di prevenzione del foglio di via con divieto di ritorno a Udine
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Venerdì 21 Dicembre 2018, 09:00






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5 di 26 commenti presenti
2018-12-21 18:25:12
E anche in questo caso più unico che raro (secondo i veritiani), ed in ogni caso anche gli italiani spacciano, ( tralasciando che siamo inItalia), le percentuali degli spacciatori stranieri in rapporto alla popolazione ė molto superiore a quella degli italiani. grazie a tutti quelli che di risorse vivono, e mi scuso verso quelli che di risorse muoiono.
2018-12-21 17:54:01
Vedo che tanti invocano la pena di morte per lo spacciatore (o perlomeno il carcere a vita o su un'isola deserta...). Quasi nessuno pero' riesce a vedere al di la' del proprio naso! Il Foglio di Via per uno spacciatore e' sicuramente una pena RIDICOLA e quand'anche il tizio sparisca dalla zona (spostandosi in altra citta' o venendo rimpatriato nel suo Paese, come avviene per ben pochi di loro). Rimane pero' il problema della richiesta di droga che le Mafie (N'Drangheta in primis) assecondano con l'offerta (e talora alimentano) essendo un business miliardario. Uno Stato serio ed un Ministro dell'Interno all'altezza dovrebbero combattere le mafie, seguire (come diceva Falcone) i soldi... e non prendersela solo con l'ultima ruota del carro (spacciatori al minuto, cioe' la manovalanza a buon mercato, spesso loro stessi consumatori, come si e' visto nei recenti casi di violenza a Roma o Macerata).
2018-12-21 16:43:23
Il problema è che il Codice Penale è pervaso dal vangelo che prevede il pentimento e la redenzione. Credo che, invece, il Codice penale dovrebbe valutare la pericolosità del colpevole e, nel caso di recidivo, la prigione a vita sia egli italiano o straniero. Ed in tal caso, come hanno fatto in Danimarca, gl'irrecuperabili devono essere imprigionati in un luogo (un'isola) dove non sono in grado di comunicare con i loro sodali ne con alcun'altra persona (famigliari) che possa fgar loro da tramite per ordire nuovi attentati. Un 41-bis (che l'UE ci ha rinfacciato ma che - guarda caso - concede alla Danimarca.
2018-12-27 12:10:00
per "quelli" anche gli USA hanno fatto "qualcosa": si chiama "Guantanamo" [dove non hanno tutti i contatti col mondo esterno]
2018-12-21 14:38:39
ma cosa volete che gliene freghi ad un afgano di un foglio di via o divieto di dimora!!!!!!!