Giovedì 13 Dicembre 2018, 09:08

Timbrava il cartellino e tornava ​a casa; il giudice gli dà ragione

PER APPROFONDIRE: ruggero orlando
Timbrava il cartellino e tornava  a casa: il giudice gli dà ragione

di Nicola Munaro

In sintesi, era tutto legittimo. Il suo arrivare a lavoro, timbrare e poi andarsene. Per poi tornare nel tardo pomeriggio, passare di nuovo il cartellino e prendere la via di casa. Così, per la bellezza di quattordici giorni, tra l'agosto e il novembre 2006. In tutto questo, nessuna truffa allo Stato secondo la Corte d'Appello di Venezia, che ieri ha assolto «perché il fatto non sussiste» un addetto al servizio accoglienza del Museo Concordiense di Portrogruaro ribaltando il verdetto del tribunale di Venezia e la condanna a 7 mesi e 10 giorni di cella (più 350 euro di multa) decisa un anno fa. Il motivo? Quel comportamento era stato annunciato in largo anticipo come forma di protesta e la lettera - protocollata e inviata con ogni crisma - aveva dato la possibilità a tutti di organizzarsi per
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5 di 77 commenti presenti
2018-12-13 10:15:33
Ridicolo... allora chiunque ha delle pretese contro l'azienda basta una raccomandata R/R dicendo che per protesta per 40anni farò come questo signore... son tutelato nel starmene a casa pagato e po prenderò anche la pensione... RIDICOLO! GIUSTIZIA MALATA!!!!
2018-12-13 10:40:21
Ma perche non e possibile al popolo giudicare i giudici?
2018-12-13 09:41:19
E' da punire anche colui o coloro che gli permettevano di timbrare ed andarsene :- non lavorava mica in proprio.-
2018-12-13 09:29:40
Che schifo
2018-12-13 13:28:54
Va bene ... ma quello che timbrava in mutande con la gente che gli passava di fianco .. aveva un altro fascino ..