Muore a 83 anni: lascia casa, terreni e 200 mila euro al Comune

Sabato 1 Dicembre 2018 di Francesco Cavallaro
Testamento a favore del Comune
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MASERÁ - Ha lasciato tutti i suoi averi al Comune per un senso di forte appartenenza alla comunità. Ha dell’incredibile la vicenda di un 83enne di Bertipaglia, scomparso un anno e mezzo fa. Il suo testamento olografo, custodito dentro una semplice busta bianca e aperto subito dopo la morte, parla chiaro: la casa di proprietà (una vecchia abitazione immersa nella campagna), cinque campi e 200 mila euro cash vanno al Municipio.
 
Giovedì sera il consiglio comunale ha recepito l’atto con beneficio d’inventario: il relativo ordine del giorno è stato approvato all’unanimità. Un passaggio formale necessario, senza il quale l’ente non avrebbe potuto ereditare il patrimonio.
LA PAROLA AL PERITO
Il valore totale dei beni verrà valutato nelle prossime settimane da un perito incaricato dall’amministrazione. In cambio, il caro estinto ha chiesto solamente che il Comune paghi a tempo indeterminato il canone annuale della luce votiva posta sulla sua tomba e una complessiva riqualificazione della cappellina di famiglia. L’unica parente ancora in vita, una sorella, non beneficerà di alcunché, come messo nero su bianco dal defunto. Verosimilmente, il lascito è stato redatto sette anni fa, quando l’anziano era ancora capace di intendere e di volere. Allora il sindaco era Nicola De Paoli, il vice Gabriele Volponi. Alle amministrative dello scorso giugno quest’ultimo è stato eletto primo cittadino. Di fatto, si sono scambiati i ruoli.
ATTACCATO ALLE TRADIZIONI
In ogni caso, secondo lo stesso Volponi, «l’uomo non ne ha fatto una questione di colore politico. Sono sicuro che avrebbe preso la stessa decisione se in maggioranza ci fosse stato un altro schieramento politico. Dico questo in quanto non vogliamo in nessun modo attribuirci dei meriti». Come si spiega un gesto del genere, per certi aspetti clamoroso? «Ricordo che veniva spesso in Municipio per sottolineare l’importanza di non perdere le nostre tradizioni – spiega – Era un pungolo in tal senso. Aveva a cuore gli usi e i costumi del paese, si adoperava affinché venissero tramandati alle giovani generazioni. Probabilmente intendeva lasciare un’impronta, un ricordo positivo per la sua comunità. Faremo il massimo, per quanto di nostra competenza, al fine di soddisfare le sue attese. Gli saremo debitori a vita».
GLI INVESTIMENTI
Ora si apre tutta la partita relativa all’investimento degli averi. «Non ha chiesto che vengano utilizzati per costruire qualcosa in particolare, non sono vincolati ad un determinato progetto – precisa il primo cittadino - Abbiamo già alcune idee, le renderemo pubbliche a stretto giro. Anzitutto occorre mettere a patrimonio questi beni, poi si vedrà. Comunque non c’è fretta di chiudere la pratica, ci prenderemo il tempo necessario. Certo, fa piacere che un residente abbia pensato al proprio Comune».
SCELTA MEDITATA
Negli anni scorsi l’ex sindaco De Paoli ha incontrato più volte il benefattore: «Ogni tanto tirava fuori il discorso, e cioè che avrebbe regalato tutto al Municipio. Era molto determinato, la sua è stata una scelta a lungo meditata. Si tratta di un segno dei tempi. Una volta si faceva testamento a favore delle comunità religiose; oggi, invece, viene pure riconosciuto l’impegno profuso da un ente pubblico. Ne siamo particolarmente orgogliosi».
Francesco Cavallaro  Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA