Si appropria di 70 mila euro del cliente, avvocato indagato

Giovedì 15 Novembre 2018 di Nicola Munaro
Indagato un avvocato
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PADOVA - L’accordo era semplice: una volta che lui ne avesse avuto bisogno, l’avvocato gli avrebbe restituito quei soldi che teneva in custodia a suo nome. Ma quando si è presentata la necessità, il patto verbale non è stato rispettato e quel denaro – consegnato “in custodia” – dal cliente al proprio avvocato, è sparito. Non spiccioli, ma 70mila euro che ora costituiscono il perno dell’inchiesta penale che a inizio agosto ha portato il pm  Marco Peraro a iscrivere nel registro degli indagati l’avv. Giovanni Attilio De Martin, amministrativista con studio in via Altinate.
 
L’accusa contestata dall’inchiesta della procura, è quella di appropriazione indebita dei settantamila euro che gli erano stati consegnati in custodia dal proprio cliente e che il legale non aveva più restituito. A raccontare come sono andate le cose, è l’esposto depositato in procura a Padova lo scorso 18 luglio da Daniele Alex Friselli, 56 anni, professore di Scienze motorie alle superiori. Nelle nove pagine di denuncia, firmata dall’avvocato di parte offesa Anna Maria Fabris di Malo (Vicenza), il docente ripercorre l’intera conoscenza con l’avvocato De Martin fin dal 2005, quando il legale padovano era diventato il suo difensore in un contenzioso con il Comune di Vicenza per la casa (di proprietà dell’amministrazione berica) in cui lui abitava. Tutto era andato per il verso giusto fino alla fine del 2013 quando l’uomo, che nel frattempo si era separato dalla propria compagna, aveva deciso di mettere da parte un cospicuo gruzzoletto. Soldi, i settantamila euro al centro dell’inchiesta, che il professor Friselli aveva consegnato nelle mani dell’avvocato De Martin in due tranche “di domenica pomeriggio”, tra la fine di gennaio e il febbraio 2014 nello studio del legale. Con “l’impegno alla restituzione a mia semplice richiesta”, si legge a pagina 2 dell’esposto protocollato al quarto piano del palazzo di Giustizia. La svolta solo pochi mesi dopo. “Circa nel mese di giugno/luglio 2014 – continua la denuncia – chiesi all’avvocato di restituirmi la somma che gli avevo consegnato ma mi rispondeva che non poteva restituirmi i soldi subito e che aveva bisogno di alcuni mesi di tempo”. Passati i mesi senza che la situazione si sbloccasse, e di fronte a continue richieste, l’esposto racconta come l’amministrativista fosse arrivato a “negare di avere mai ricevuto somme da tenere in custodia e dichiarava inaspettatamente di non dovermi restituire nulla”. Che sulla scrivania del pm Peraro ha allegato anche la registrazione di un colloquio telefonico dell’ottobre 2014 tra lui e l’avvocato. Situazione che ha portato a un braccio di ferro tra l’ex legale e l’uomo, che si era deciso a denunciare il tutto quando ormai la situazione era arrivata ad un punto di rottura. “Ad oggi – è scritto nella querela depositata a luglio e divenuta nucleo di un’inchiesta poche settimane dopo – a distanza di anni, non sono ancora riuscito a ottenere la restituzione delle somme che il professionista custodisce, nonostante le formali richieste”. Su cosa sia successo e sul destino di quei 70mila euro, ora sta indagando la magistratura.
Nicola Munaro Ultimo aggiornamento: 08:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA