Prescrizione, rinvio salva-governo: stop a partire dal 2020. Rissa a Montecitorio

PER APPROFONDIRE: cinquestelle, lega, m5s, prescrizione
Alfonso Bonafede

di Emilio Pucci

Accordo tra M5S e Lega sulla giustizia: congelamento, per un anno dalla sua approvazione dell’entrata in vigore dell’emendamento che blocca la prescrizione dopo la sentenza di condanna in primo grado per tutti i reati. «Parallelamente e contestualmente» si lavorerà a una legge delega per la riforma del processo penale. Un compromesso raggiunto dopo giorni di scontro all’arma bianca nella maggioranza che ha scaldato subito gli animi in Parlamento. Si è sfiorata la rissa con momenti di alta tensione ieri nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia riunite sul ddl anticorruzione. Sono dovuti intervenire cinque commessi per calmare le acque. Da una parte i parlamentari di Pd, FdI e FI, dall’altra quelli M5S. 

Fisco, entrate tributarie in aumento
 


Le forze dell’opposizione avevano chiesto che il Guardasigilli Bonafede venisse in Commissione per riferire sull’intesa siglata dagli azionisti dell’esecutivo in mattinata durante un vertice a palazzo Chigi, ma il responsabile di via Arenula ha preferito commentare in diretta facebook. Prima i deputati di FdI, poi quelli di Pd e FI hanno mostrato il video, avvicinando i telefonini ai microfoni della sala del Mappamondo dove era in corso il voto per ampliare la materia del ddl anticorruzione. Da qui il parapiglia, con i presidenti Sarti e Brescia (M5S) che hanno chiesto lo stop della protesta. Ma la temperatura era già salita, con i deputati dell’opposizione pronti ad assaltare la presidenza e contestare la regolarità delle votazioni. Per poi continuare la rivolta in Aula, coinvolgendo anche il presidente di Montecitorio, Fico. 

LA PRIMA VOLTA DI FI
FI ha occupato – ed è la prima volta dopo la nascita del governo gialloverde – i banchi del governo nell’emiciclo. «In Commissione non ci è stata data facoltà di parlare», la denuncia dell’azzurra Bortolozzi. «Hanno aggredito i funzionari, c’è un clima da sommossa», la denuncia dei 5Stelle che sono venuti quasi alle mani con alcuni deputati dem e della Meloni. Sulle barricate anche Leu mentre la Lega ha subito deciso di non mettere la faccia sul via libera arrivato dal vertice sul capitolo giustizia. 

E’ stato il premier Conte a mediare tra Salvini e Di Maio presentatisi nella sede del governo su posizioni radicalmente distanti. «Così non votiamo il provvedimento», ha tuonato il vicepremier leghista, al suo fianco il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giorgetti, il ministro Bongiorno e il capogruppo della Lega alla Camera, Molinari. «Non arretriamo di un millimetro, per noi è una battaglia fondamentale», la risposta del ministro del Lavoro accompagnato da Bonafede e dal responsabile ai Rapporti con il Parlamento, Fraccaro. L’exit strategy è stata escogitata dal partito di via Bellerio e sposata dal presidente del Consiglio: lo stop alla prescrizione partirà dall’anno prossimo ma al Senato verrà avviato subito l’iter per una riforma dei processi. «Si trattava solo di trovare la sintesi. Non c’è assolutamente contrapposizione, non c’è chi ha perso e chi ha vinto», ha spiegato il ministro della Pa. «La riforma della prescrizione scatterà, comunque, il 1 gennaio 2020. Anche se dovesse cadere il governo», ha chiarito subito Fraccaro. 

«Ha vinto il partito di Davigo», insorge FI. Sotto traccia resta l’irritazione della Lega che ha chiesto all’alleato di governo di accogliere emendamenti sul Daspo a vita per i corrotti e sulla sospensione delle pene accessorie mentre M5S esulta per aver diviso FI dal partito di via Bellerio ed è pronta a rilanciare un pacchetto sulla giustizia che prevede oltre ad un disegno di legge targato Fraccaro sul conflitto d’interesse anche un testo della grillina Dadone sulla revisione della Severino. In ogni caso, anche grazie alla interlocuzione di Fico con le opposizioni, l’approdo del ddl anticorruzione in Aula slitta di una settimana, al 19 novembre.
 
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Venerdì 9 Novembre 2018, 00:00






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5 di 20 commenti presenti
2018-11-09 13:10:08
Per ogni ora che questo governicchio/propaganda prosegue il cammino, il Paese sprofonda e sarà davvero duro uscire da questo pantano… Proponiamo un Oscar a questo governicchio/propaganda, in quanto il peggiore che il Paese abbia conosciuto a memoria d'uomo. Il Paese ora ha un debito pubblico soffocante, è in recessione, isolato, e c'è un fuggi fuggi dei capitali in "Paradisi" vari
2018-11-09 15:15:55
Quel "turno" mi è uscito a sproposito,in risposta al "che avranno da ridere", ambedue frasi da dimenticare, secondo me. Tornando all'argomento preoccupazione, direi che in tutto il territorio non ci siamo fatti mancare nulla, per farla breve, la delinquenza viaggia come l'olio, in tutte le direzioni, e chi tiene il sacco è ugualmente colpevole dell'altro. Non serve la lupara per ammazzare le persone, è sufficiente a volte non ascoltarle quando hanno dei bisogni. Il primo problema è trovare i colpevoli, il secondo di assicurarli con delle grosse catene, non si sa mai. Per trovare i colpevoli basta fare il percorso a ritroso e si trovano, soprattutto se c'è la volontà di farlo, e se non ci sono gli stessi colpevoli che si rifugiano in leggi da loro stessi create ad hoc. Quest'ultimo concetto è attinente alla paura di ripercorrere storie precedenti, ebbene il rischio c'è, ma solo se noi siamo "disposti", nel qual caso diviene ineluttabile. Non credo e non accetto divisioni dell'Italia, ma è un mio problema, accetto e condivido invece un tipo di autonomia che "costringa" ognuno a fare i conti con il proprio portafoglio. Naturalmente mi aspetto che non si stacchi la sacca di sangue al trasfusionato, senza prima avvertirlo. Buona giornata.
2018-11-09 16:25:17
Buona giornata anche a Lei Signor Franco-tv , penso siano necessari ad entrambi i migliori auguri, per quanto mi riguarda nell’attesa che tutto volga al più corretto e veramente onesto, preferisco non sorridere. Ado
2018-11-09 17:20:39
Non ci riesco molto nemmeno io, ma la speranza per i giovani aiuta.
2018-11-09 09:17:35
Se il Pd e Forza Italia hanno contestato la scelta del Governo vuol dire che siamo sulla strada giusta.