​Figlia di due mamme iscritta all'anagrafe del Comune di Padova

Mercoledì 7 Novembre 2018 di Lino Lava
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PADOVA Elena compie tre mesi tra pochi giorni. È nata ad agosto all'ospedale di Padova ed è una bimba bella che sta scoprendo la gioia di vivere. È nata con una fecondazione eterologa e la sua sarà una famiglia omogenitoriale. Con il tempo forse le cose cambieranno e, quando sarà grande, sorriderà a chi le dirà che è stata una delle prime bambine nate in Italia da due mamme e ad aver potuto risultare fin dalla nascita figlia di due madri. Elena ha il cognome di entrambe le mamme. La bimba è figlia di due giovani professioniste. Elena non saprà mai chi è il padre, e neppure le mamme lo sanno. La madre che l'ha partorita ha scelto l'inseminazione eterologa, con un donatore sconosciuto. Un'inseminazione avvenuta all'estero. 

IL RICONOSCIMENTOLa storia dei cognomi di Elena inizia durante la gravidanza. Le due madri padovane, assistite dagli avvocati Martina Botton e Dajana Minelle, hanno bussato alle porte di cinque Uffici di Stato civile. Nella maggior parte dei Comuni la richiesta del riconoscimento di genitorialità di due madri non ha avuto risposta. Solo il sindaco e il funzionario del Servizio di Stato Civile di un Comune Veneto si sono fatti vivi di nascosto. Insomma, avrebbero anche accolto le dichiarazioni di entrambe le donne, ma il caso non doveva essere portato a conoscenza della Giunta. Per motivi politici. Poi è arrivato il Comune di Padova, che ha risposto senza tante insistenze ai legali delle due madri. Con riferimento alla nota qui pervenuta si comunica che, per disposizione di legge, la dichiarazione di nascita può essere resa presso il centro di nascita, o presso Comune di evento, oppure presso il Comune luogo di residenza, si legge nella nota del responsabile dello Stato Civile. E conclude: Nel caso specifico, si comunica che in caso di dichiarazione di nascita presso l'ufficio di Stato Civile del Comune di Padova, si procederà ex articolo 8 della legge 19 febbraio 2004 numero 40 a ricevere le dichiarazioni di entrambe le donne che saranno indicate come genitori del neonato. Fine. Elena è nata a Padova e ha il cognome di entrambe le madri. «La nostra non è stata una posizione politica, ma strettamente giuridica», afferma l'avvocato Martina Botton. «Il rapporto professionale si è basato esclusivamente su strumenti legislativi». 
Nella richiesta di riconoscimento di genitorialità di due madri gli avvocati Botton e Minelle affermano che la Suprema Corte di Cassazione precisa che non esiste un espresso divieto costituzionale che preclude alle coppie dello stesso sesso di accogliere e generare figli ed ha riconosciuto l'interesse del minore ad avere entrambi i genitori, seppur dello stesso sesso. 
I LEGALITorino è stato il primo Comune a trascrivere all'ufficio di Stato Civile dell'anagrafe bambini figli di coppie omogenitoriali. Insomma, in Italia il figlio può non portare il cognome del padre. E secondo gli avvocati Botton e Minelle il riconoscimento della maternità non appare più dipendere da un evento come il parto ma, secondo il nostro ordinamento, assume sempre maggior rilievo la volontarietà e la responsabilità genitoriale, ciò anche in ragione del fatto che lo stesso decreto legislativo 154/2004 ha individuato nel concetto di responsabilità genitoriale il profilo caratterizzante il rapporto di filiazione.
E concludono: L'atto di stato civile in cui risulti che il minore è figlio di due donne non è contrario all'ordine pubblico nella misura in cui, da un lato, non rileva che la tecnica procreativa utilizzata all'estero non sia riconosciuta dall'ordinamento italiano e, dall'altro, la regola che ritiene la madre solo colei che ha partorito non ha alcun fondamento costituzionale , ma è norma rilevante sul piano meramente probatorio. 
L'ufficio di Stato Civile del Comune di Padova riconosce questi concetti giuridici e la piccola Elena ha il cognome di entrambe le madri.  Ultimo aggiornamento: 8 Novembre, 10:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA