Foto scioccanti della Pediatria, la denuncia: «Condizioni invivibili»

Giovedì 11 Ottobre 2018 di Federica Cappellato
12
PADOVA «Lo stato attuale della Pediatria non solo disattende i principi enunciati nella Carta dei Diritti del Bambino in Ospedale, ma non permette neppure un riconoscimento obiettivo delle eccellenze mediche che offre, generando e amplificando così quelle emozioni negative come l'ansia, l'angoscia, il panico, la depressione, presenti naturalmente in chi è costretto a vivere in ospedale e a subire l'ospedale».
È un quadro realistico quello tracciato dal Forum delle Associazioni amiche della Pediatria di Padova (quattordici, tra le quali la famosa Fondazione Salus Pueri, a rappresentare le famiglie di bimbi ricoverati, dai cardiopatici ai nefropatici, dai neurologici ai reumatici, dai metabolici ai terminali) che ha steso un corposissimo report di 43 pagine che fotografa l'esistente e suggerisce poderose, non più procrastinabili migliorie.

 
I LIMITI
«Pur nella diversità delle storie e delle forme di impegno di ciascuna, le Associazioni riconoscono quali elementi comuni - argomenta la presidente del Forum, Roberta Colella Zito - la dignità e il benessere del bambino, il supporto ai genitori, la collaborazione con i sanitari, il riconoscimento del valore dell'Istituzione e la sensibilizzazione della popolazione. Se l'Ospedale pediatrico deve rispondere, oltre alle esigenze di modernizzazione, anche a tutte quelle umane del piccolo paziente e della sua famiglia, l'attuale struttura che ospita il Dipartimento di Salute della Donna e del Bambino certamente non risponde a tali esigenze».
L'attuale palazzina progettata dall'architetto Daniele Calabi nel 1954 e inaugurata due anni dopo, «è ben lontana dai moderni standard degli altri maggiori ospedali pediatrici italiani di riferimento». Il Forum ha raccolto fotografie estremamente esaustive che testimoniano una realtà impietosa: mamme costrette in brandine mignon per tenere stretta la mano ai propri piccoli, lettini gli uni affiancati agli altri, porte talmente strette che i bambini in carrozzina faticano ad entrare nelle stanze, bagni (due per ventotto posti letto) di dimensioni minime.
I PAZIENTI SPECIALI
«Il bambino è un paziente speciale, con esigenze speciali, che va rispettato e aiutato. Insieme al bambino dev'essere accolta, ascoltata e aiutata la sua famiglia, anch'essa coinvolta nel percorso di malattia, di diagnosi e di cura del proprio figlio. Vanno quindi obbligatoriamente sperimentati - sottolinea Colella Zito, portavoce quindi delle famiglie che ogni giorno usufruiscono dei servizi di diagnosi e cura proposti dalla Pediatria - percorsi che migliorino la qualità di vita all'interno della struttura ospedaliera».
Riprogettare l'ambiente con colori allegri, oggetti e attività ludiche e riservare una speciale attenzione alla realtà e alle esigenze fisiche e psicologiche di un bambino, costituiscono gli elementi principali di questo percorso. «L'umanizzazione dell'assistenza e del ricovero pediatrico passa attraverso la cultura dell'accoglienza e l'incentivazione delle attività ludiche, scolastiche e sociali. Tutto viene fatto con l'obiettivo condiviso di eliminare o ridurre al minimo il trauma dell'ospedalizzazione, la paura dell'ambiente ospedaliero e delle malattie, cercando di allontanare il meno possibile il paziente dalla sua normale vita di bambino».
Il Forum invoca stanze di degenza di dimensioni adeguate e flessibili, capaci di ospitare al massimo due bambini e i rispettivi accompagnatori in letti confortevoli per la permanenza notturna. E poi day hospital e ambulatori con accorgimenti a misura dell'infanzia, spazi per la scuola (presenza quarantennale nell'ospedale di Padova), una foresteria per chi viene da lontano, una cucina e una stanza lavanderia ad uso dei genitori.
Federica Cappellato  Ultimo aggiornamento: 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA