La banca: «Investa i risparmi in diamanti». Ma gliene ridanno la metà

Lunedì 17 Settembre 2018 di Raffaella Vittadello
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VENEZIA - Investe i propri risparmi in diamanti su consiglio della banca, ma ora, dopo aver chiesto di rientrare dell'investimento, si è sentita offrire la metà in soldi e il resto in pietre preziose. È quanto capitato a una risparmiatrice di Pellestrina del Bpm (Banco popolare di Milano) quando l'istituto di credito di sua fiducia le ha proposto un rimborso al 50 per cento dell'investimento effettuato in tanti anni e il rimanente saldo, appunto, in diamanti. Che difficilmente sono smerciabili per un privato e che rimangono generalmente chiusi in una cassetta di sicurezza della banca, con tanto di certificato di garanzia.
 
LA RABBIACosì la donna è andata su tutte le furie, dopo l'incontro da mesi atteso con il responsabile territoriale della banca, perché dal 2009 ad oggi avrebbe totalizzato almeno 50mila euro di investimento, senza contare gli interessi. E averne 25mila più alcune pietre proprio non le interessa. 
«La cifra avrebbe raggiunto i 60mila euro oggi calcolando anche gli interessi - sbotta la risparmiatrice - rivoglio indietro i miei soldi, almeno il capitale. Sono i risparmi di tutta la mia vita. È dal 2016 che continuo a chiedere spiegazioni alla mia filiale. Per un anno, fino a novembre 2017, mi hanno sempre detto di non preoccuparmi. Solo quando ho scritto una mail di diffida mi hanno ascoltato e hanno proposto un incontro con un responsabile. Ma sono mancate l'informazione e la trasparenza. E ora questa proposta è ridicola».
L'AFFAREIl business dei diamanti, proposti da alcune banche come bene rifugio assolutamente sicuro, è esplosa un paio di anni fa: per diversificare i rischi, in un periodo in cui le azioni erano diventate troppo aleatorie per le fluttuazioni della Borsa e i titoli di Stato avevano visto crollare in picchiata i rendimenti, l'investimento in pietre preziose veniva proposto come privo di rischi, non tracciabile ed esentasse, molto redditizio purché a lungo periodo. Del caso si era occupata la trasmissione televisiva Report, che aveva portato alla luce una parte del meccanismo, che si basava sulla vendita da parte delle banche di diamanti a un prezzo gonfiato e con commissioni di uscita molto onerose, tra il 10 e il 15 per cento più Iva rispetto al totale. Ma le banche a loro volta facevano riferimento a quotazioni ingannevoli pubblicate a pagamento sul Sole 24 ore. Per questo le banche e le società di intermediazione dei diamanti hanno ricevuto recentemente multe milionarie. Ma il bubbone rischia di esplodere, man mano che i clienti - non sempre informati - chiederanno la restituzione di quell'investimento di lungo periodo.
LA BANCALa sede centrale del Bpm, interpellato sulla vicenda della signora di Pellestrina, che non è sicuramente l'unica, neanche nell'isola, risponde che «la banca aveva il ruolo di segnalatrice nei confronti della società Intermarket Diamond Business (IDB). Stiamo comunque analizzando caso per caso le situazioni dei clienti che hanno riscontrato e sollevato delle criticità e dialogando con i clienti al fine di valutare le eventuali, possibili iniziative da intraprendere, comprese azioni di rimborso, nel caso in cui non riescano a rivendere i diamanti tramite Idb. Banco Bpm sta inoltre incontrando le associazioni dei consumatori che vogliono intraprendere un percorso congiunto di valutazione nell'interesse dei clienti, al fine di analizzare le singole posizioni e trovare una soluzione positiva». © RIPRODUZIONE RISERVATA