Domenica 16 Settembre 2018, 11:34

Il nostro Nevegal non vuole morire. Scatta la protesta degli operatori

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Il nostro Nevegal non vuole morire  Scatta la protesta degli operatori

di Damiano Tormen

BELLUNO - A vederle da lontano, sembrano tre bandiere bianche. Sono apparse ieri mattina in Nevegal: tre lenzuolate appese ai tre pali della luce che si affacciano sul Piazzale. Ma sventolano bandiera bianca: tutt'altro. Lanciano un segnale: il Nevegal non è morto e venderà cara la pelle.



Perché gli operatori non hanno nessuna intenzione di veder morire il loro lavoro, oltre che la loro montagna. E da qui alla scadenza del 30 settembre metteranno in atto una serie di azioni per cercare di salvare il Colle dalla fine. La prima mossa è quella di una lettera inviata al sindaco Massaro e firmata da tutti gli operatori del Colle, persone fisiche che perderebbero il
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4 di 14 commenti presenti
2018-09-16 12:20:56
Capisco la preoccupazione e il dispiacere di tutti coloro che hanno degli interessi sul Nevegal. Anch’io se avessi fatto degli investimenti come operatore economico o privato sarei dispiaciuto di come si sono messe le cose. Una soluzione a mio giudizio ci sarebbe: che tutti coloro che non vogliono che questa località ne risenta contribuiscano ovviamente volontariamente con una somma proporzionale per esempio alla loro proprietà. L’unione fa la forza.
2018-09-16 13:57:00
Concordo pienamente con i vostri commenti. Basterebbe una piccolissima tassa e sono convinta che i bellunesi sarebbero d'accordo. Il Nevegal è la montagna di casa, a circa 7 Km da Belluno centro. Ho abitato in Via Montegrappa ed era una passeggiata per me e i miei parenti. Conosco i bellunesi, sono sicura che si daranno da fare. Forza belumàt!!
2018-09-16 15:17:10
Mi associo nell’inciraggiamento.
2018-09-16 19:00:37
Dato che qui vengono sopratutto i trevisani, propongo che la piccola cifra venga divisa equamente pro capite