Muore alpinista sulle Tre Cime, volo di 200 metri, tutti lo vedono precipitare

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Tre Cime, muore alpinista, volo di
200 metri, lo vedono precipitare
AURONZO - Col naso in su lo guardavano arrampicare, salire con grande agilità la via normale alla Grande di Lavaredo. E l'hanno visto precipitare. Questa mattina 17 Agosto, poco dopo le 11, sono stati in molti, che erano a godersi le ferie e la giornata di sole al cospetto delle Tre Cime di Lavaredo, ad assistere alla caduta di un alpinista e a chiamare il 118. Subito si è alzato in volo l'elicottero di  Aiut Alpin Dolomites di Bolzano, che ha iimbarcato due agenti di Sagf di Auronzo di Cadore, e poi ha sorvolato la zona cercando di risalire al punto esatto. Alla fine l'equipaggio ha individuato il corpo senza vita di un alpinista tra la Cima Grande e la Piccola, sul nevaio sotto la via normale alla Grande da dove l'uomo era scivolato, circa 200 metri più sopra.

Constatato il decesso, la salma ricomposta è stata recuperata con un verricello di 30 metri e trasportata al Rifugio Auronzo. Non si conosce al momento l'identità dell'uomo, che non era assicurato e stava salendo da solo quando è caduto. Si sta cercando di rintracciare il suo zaino.


Attorno alle 13 il 118 è stato allertato anche per altre diverse emergenze. L'intervento più difficile e spettacolare è stato a Trichiana, dove una squadra del Soccorso alpino di Belluno è intervenuta in aiuto di un escursionista che si era infortunato percorrendo assieme alla moglie il Brent de l'Art, un vero e proprio canyon che attrae molti escursionisti. G.B., 67 anni, di Padova, aveva infatti messo male un piede, procurandosi un sospetto trauma, mentre si trovava una trentina di metri dentro la gola del canyon. Una volta raggiuntolo, i soccorritori gli hanno stabilizzato la gamba e lo hanno imbarellato, ma poi hanno dovuto trasportarlo lungo la cengia assicurato a una teleferica, attrezzata al momento, fino alla strada sterrata e da lì a spalla in salita fino a Sant'Antonio Tortal. Affidato all'ambulanza, l'infortunato è stato accompagnato all'ospedale di Feltre.

A Cortina d'Ampezzo l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore è volato sotto il Cristallo, sulla pista che dal Rifugio Sonforca scende a Rio Gere. Dopo essere scivolato, un escursionista che era con i familiari aveva riportato la probabile frattura di una caviglia. Assistito dagli agenti del Sagf di Cortina e dal personale medico, L.M., 55 anni, di Zevio (Vr), è stato poi imbarcato con un verricello dal tecnico del Soccorso alpino di bordo, per essere portato all'ospedale di Belluno.

L'eliambulanza si è quindi diretta a Calalzo di Cadore, atterrando al Rifugio Galassi, per imbarcare una escursionista veneziana, A.Z., 42 anni, che si era storta una caviglia. La donna è stata accompagnata all'ospedale di Cortina.

 
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Venerdì 17 Agosto 2018, 18:04






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5 di 16 commenti presenti
2018-08-17 19:10:47
Siamo in tanti, in ogni dove e gli incidenti purtroppo, volenti o nolenti, succedono, per casualità, per dimenticanze, per imprevidenza ecc. ecc.
2018-08-18 12:39:56
Vorrei vedere gli stessi commenti denigratori sugli articoli dove muoiono gli esperti, le guide, i membri stessi del soccorso alpino. Ognuno ha la propria soglia del rischio accettabile e ognuno ha pieno diritto di vivere come vuole. Lo fanno anche i soccorritori stessi nella loro vita privata.
2018-08-18 11:52:21
Mah...non so cosa dirti. Io sono ferma alle vecchie tradizioni e temo che molta gente bravissima in palestra non lo sia altrettanto sulle pareti (quelle vere). E' anche un fattore psicologico: un conto è salire a Rocca Pendice, in un attimo sei giù e non c'è pericolo di crolli, diverso è salire su una parete dolomitica. Ma non aggiungo altro. Che riposi in pace fra le sue montagne.
2018-08-18 07:49:07
Le storte alle caviglie te le fai quando non hai gli scarponi adatti.
2018-08-18 15:29:33
vedo molti commenti di frequentatori al massimo di rifugi, ma certo non di alpinisti. unico commento sensato quello di albertagort!