Grande Guerra: 25/5 Tolmezzo proiezione film su fucilati di Cercivento

Trieste, 15 mag - Ribadire la ferocia e l'inutilità di ogni guerra, in ogni tempo. È questo l'obiettivo del film documentario "Cercivento. Una storia che va raccontata", prodotto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, la cui presentazione e prima proiezione (ad ingresso gratuito) si terrà alle 20 di venerdì 25 maggio a Tolmezzo (Cinema David, piazza Centa 1).

Il documentario, realizzato dall'Ufficio stampa e comunicazione della Regione Friuli Venezia Giulia - Agenzia Regione Cronache in collaborazione con il Comune di Cercivento per la regia di Giorgio Gregorio e la sceneggiatura di Luciano Santin, vede la partecipazione degli attori Massimo Somaglino e Riccardo Maranzana. Racconta il sacrificio di quattro alpini, Giovan Battista Coradazzi, da Forni di Sopra, Angelo Massaro, da Maniago, Basilio Matiz, da Timau, Silvio Gaetano Ortis, da Paluzza, fucilati ingiustamente come disertori durante la Prima guerra mondiale. Questi giovani friulani vennero chiamati infatti con il proprio plotone ad eseguire una missione suicida sul monte Cellon, un attacco in pieno giorno senza nemmeno la copertura dell'artiglieria al loro assalto. Per evitare l'inutile massacro dei propri commilitoni i quattro alpini misero la loro vita a servizio del plotone e chiesero al proprio comandante di scegliere una circostanza più favorevole, ovvero di attendere il calare delle tenebre. Un atto che venne giudicato dall'ufficiale come gesto d'insubordinazione.

Dopo un processo sommario gli alpini vennero condannati a morte e fucilati per mano di un plotone di esecuzione italiano. Una vicenda drammatica sulla quale la Regione è intervenuta chiedendo la riabilitazione alla memoria di Coradazzi, Massaro, Matiz e Ortis, affinché siano ufficialmente considerati caduti per la patria anziché disertori.

L'ingresso in sala sarà consentito sino ad esaurimento dei posti disponibili. ARC/MA

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Martedì 15 Maggio 2018, 17:45




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2 di 2 commenti presenti
2018-05-15 17:57:22
Morti per l'Italia che ci ritroviamo. Giovani morti inutilmente. ONORE
2018-05-15 19:11:34
Non credo sia un esercizio utile ne' proficuo riscrivere la Storia col senno di poi: e' andata cosi perche' gli ordini erano quelli e la disciplina andava mantenuta, per interessi superiori. Era il luglio 1916, le grandi stragi non erano ancora avvenute, i reticolati non avevano ancora arrestato del tutto le iniziative in montagna: l'attacco poteva aver successo, l'attacco poteva distogliere l'attenzione del nemico da altri obiettivi piu' importanti. Mi riprometto di guardare il film, prima di continuare.