Nella base Usa con il badge falso e le soldatesse: «Non è terrorismo»

Giovedì 31 Agosto 2017 di Susanna Salvador
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AVIANO - Non c'è alcuna minaccia terroristica dietro all'ingresso di un giovane marocchino, in possesso di un badge falso, nella Base aerea di Aviano. Ad escludere l'ipotesi è il procuratore della Repubblica Raffaele Tito, che conferma il prosieguo delle indagini. Dal comando dell'aeroporto di Aviano fanno sapere che «l'intervento del personale di vigilanza all'ingresso aeroportuale e quello successivo da parte dei carabinieri dell'Aeronautica militare è stato possibile grazie alle procedure e ai controlli accurati svolti congiuntamente tra le forze di vigilanza italiane e statunitensi, attuati in questo particolare momento di attenzione. L'evento - concludono - ha dimostrato l'efficienza delle misure di controllo in atto».

Il venticinquenne marocchino residente a Conegliano, è stato bloccato all'ingresso della base nella notte tra il 7 e l'8 luglio scorso: era a bordo di una Bmw 318, in compagnia di due soldatesse statunitensi. Insospettito dal badge che il giovane ha mostrato, intestato a un militare Usa, il personale americano ha chiesto l'intervento dei carabinieri i quali, una volta accertato che il pass era falso, lo hanno arrestato. E, da quanto appreso, il giovane avrebbe utilizzato altre volte il documento falso e sarebbe riuscito a entrare nella super blindata struttura militare. Nessuna notizia sulle due soldatesse, e il comando aeroportuale si limita a dire che sul loro ruolo «sono in corso accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria». Italiana. Autorità che dovrà anche capire come mai un cittadino marocchino era in possesso di un badge intestato a un soldato statunitense; da chi lo ha avuto e cosa c'è dietro questo traffico di documenti falsi...

 
 

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