Multato dai carabinieri per una bestemmia su Facebook: "Non pago"

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Nicolò De Paoli
Multato dai carabinieri per aver bestemmiato in un video su Facebook. È quanto è successo a un ragazzo di 27 anni di Treviso che ha raccontato la sua storia al reporter della pagina Fb "Il Veneto imbruttito". Nicolò De Paoli non ci sta e si rifiuta di pagare la sanzione di 103 euro: "Se tutti dovessimo pagare per una bestemmia, il Veneto in un mese risolverebbe il problema del nostro debito pubblico".



Secondo quanto riporta l'Arena gli uomini dell'Arma erano andati a perquisire l'abitazione di De Paoli perché alla ricerca di armi. Quando sono andati via senza trovare nulla il giovane ha postato sul social network un video in cui accusava i carabinieri e bestemmiava. 

Pochi giorni dopo De Paoli è stato convocato in caserma ha ricevuto una multa per le bestemmie pronunciate sul suo profilo social. L'atto non è un reato, ma prevede una sanzione fino a 300 euro. Il ragazzo a quel punto ha raccontato di aver riso in faccia al carabiniere che gli ha consegnato la multa.
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Lunedì 1 Maggio 2017, 12:33






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5 di 48 commenti presenti
2017-05-02 10:00:41
Se multassero i politici per ogni parola con cui ci fanno girare i cosidetti (similarmente alle bestemmie) si ripianerebbe il debito statale.
2017-05-02 09:33:21
questo troglodita ha avuto fin troppa pubblicita' ...
2017-05-02 09:18:48
Bestemmiare: che succede sui social network? Affinché una bestemmia sia formalmente un illecito amministrativo, deve essere pronunciata in pubblico. Ma cosa accade se lo si fa sui social network? Esattamente quello che accade se lo si fa in pubblico: Facebook, Instagram o su qualsiasi altro social sono considerati luoghi pubblici. E se vengono pubblicati post o si trovano delle pagine che oltraggiano la religione, ciò può determinare il reato di istigazione a disobbedire le leggi , per il quale è prevista la reclusione da sei mesi a cinque anni. Il perché è presto detto: se bestemmiare è un illecito amministrativo, indurre un altro a bestemmiare è istigarlo a commettere un atto illegale.
2017-05-02 09:06:17
Che piccolo omuncolo.....io alla risata lo avrei accusato di oltraggio a pubblico ufficiale così si passava dal civile al penale. Vediamo se gli passava la voglia di ridere.
2017-05-02 07:38:56
L’articolo 724 del codice penale punisce «chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità o i simboli o le persone venerati nella religione dello Stato» 1. Una bestemmia generica non offende una religione in particolare; 2. non esiste in Italia una religione di Stato; 3. tuttavia, la Corte Costituzionale ha dichiarato (18 ottobre 1995) l’illegittimità costituzionale dell’art. 724, primo comma, del codice penale, limitatamente alle parole: «o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato».