Marito e moglie medici timbravano in ospedale e poi andavano in banca

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Marito e moglie medici timbravano in ospedale e poi andavano via
GORIZIA - Per non destare sospetti, si allontanavano dal posto di lavoro da un'uscita di sicurezza a bordo delle proprie auto, parcheggiate a pochi metri e, dopo essere stati in banca, al ristorante, a fare shopping o nel proprio studio privato, rientravano dalla stessa porta di emergenza: protagonisti due medici, marito e moglie, dell'ospedale di Gorizia che sono stati sospesi per un anno dal Gip del capoluogo isontino al termine di indagini svolte dal Comando Provinciale di Gorizia della Guardia di Finanza. Lavoravano nel settore odontoiatrico e spesso si allontanavano anche per seguire il loro studio privato.
I due medici, in servizio nell'Azienda per Assistenza Sanitaria n. 2 «Bassa Friulana Isontina», sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione di servizio. Saranno inoltre segnalati alla Corte dei Conti di Trieste per danno erariale per i compensi percepiti per i periodi per i quali le Fiamme Gialle hanno accertato la mancata prestazione lavorativa, oltre che per i danni d'immagine e per quelli derivanti dai disservizi causati all'ospedale di Gorizia a causa delle continue assenze. I due medici - ai quali la misura cautelare della sospensione dal servizio, decisa dal gip Rossella Miele insieme a quella dell'interdizione da ogni attività a esso inerente, è stata notificata ieri - per mesi si sono allontanati dall'ospedale all'insaputa del Direttore sanitario, dei colleghi e degli infermieri. Della misura cautelare è stata informata La Direzione Generale dell'Ass che ha contribuito ad avviare gli accertamenti e ha collaborato con la Guardia di Finanza durante le indagini, denominate «Tempo libero». Fra gli episodi accertati dalle Fiamme Gialle ci sono anche quelli in cui uno dei due medici attestava la presenza in servizio del collega «strisciando» per suo conto il badge.

 
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Venerdì 24 Febbraio 2017, 10:07






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5 di 41 commenti presenti
2017-02-24 10:25:54
I giornalisti, come da prassi italiana, hanno coniato per questi casi le parole "furbetti del cartellino". Ricordo che questi sono TRUFFATORI! Ma in Italia, e questo è un esempio lampante, i truffatori sono fighi e i truffati sono mona!!!!
2017-02-24 11:29:10
Delinquenti,altro che dottori.Cittadini da curare e loro al fare compere,infami!
2017-02-24 10:53:41
Licenziamento in tronco + galera!! E il problema è risolto!!!
2017-02-24 10:57:45
Vergogna, vergogna e ancora vergogna. Nomi!
2017-02-24 11:59:28
Una volta quando uno rubava era un ladro e veniva guardato male. Adesso non sono più ladri , ma furbi. Come sono cambiati i tempi, questo anche con l'esempio dei nostri politici e degli amministratori della cosa pubblica.