Aereo russo precipitato nel Sinai: «Lampo di calore al momento dell'incidente rilevato da satellite Usa»

Sabato 21 Novembre 2015
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Un satellite Usa ha rilevato un lampo di calore al momento dell'incidente dell'aereo russo nel Sinai. Lo riferisce la Cnn, che cita un funzionario americano a conoscenza dell'inchiesta.



È ancora mistero sulla causa della sciagura dell'Airbus russo spaccatosi in volo e precipitato sabato sui monti del Sinai. Il Cremlino non esclude nessuna ipotesi, neanche la pista terroristica. Mentre per la Kogalymavia, la piccola compagnia siberiana a cui apparteneva l'aereo, solo «un fattore esterno» può aver provocato il più terribile disastro dell'aviazione moderna russa perché «un A-321 non può spaccarsi in aria per il malfunzionamento di un qualsivoglia sistema tecnico».



I servizi segreti americani e funzionari militari stanno analizzando i dati per determinare se il lampo si sia verificato a mezz'aria o sul terreno. Secondo gli esperti, il lampo di calore potrebbe essere legato a una serie di possibilità: il lancio di un missile, l'esplosione di un ordigno o di un motore difettoso, un problema strutturale che ha causato un incendio sull'aereo o i rottami che hanno colpito il suolo.



«Il numero dei lampi di calore è fondamentale», ha detto l'analista dell'aviazione Usa, Miles O'Brien. «Se uno solo è stato rilevato, questo in qualche modo potrebbe allontanare il lancio di un missile e portare all'idea di un'esplosione a bordo dell'aereo», ha aggiunto.



Non ci sono i segni di un impatto esterno sugli elementi integri della superficie dell'A321, sostiene una fonte al Cairo «a conoscenza della situazione» citata dall'agenzia Interfax. «Un esame iniziale degli elementi integri della superficie, incluso l'impennaggio della coda, non ha rivelato un impatto di fattori esterni», ha spiegato la fonte.



«È propaganda sostenere che (l'aereo, ndr) sia precipitato a causa dell'Is. È un modo per danneggiare la stabilità e la sicurezza dell'Egitto, e l'immagine dell'Egitto», ha detto il presidente egiaziano al-Sisi alla Bbc. «Credetemi, la situazione nel Sinai, e soprattutto in quell'area limitata, è sotto il nostro pieno controllo - ha aggiunto il presidente egiziano - Chiunque sia interessato alla questione è benvenuto a partecipare alle indagini».

Ultimo aggiornamento: 3 Novembre, 16:29