Dalla moto alla lavatrice: 630 truffe virtuali in un anno, quasi due al giorno

Lunedì 24 Dicembre 2018 di Gabriele Pipia
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PADOVA - Dalle moto agli attrezzi da pesca, dai cellulari agli elettrodomestici. Navigando nel mare magnum della rete si può acquistare ogni tipo di oggetto, ma spesso e volentieri c’è il rischio di trovarsi di fronte anche scafati malviventi. Gente che si traveste da venditore onesto e affidabile per poi raggirare senza troppi scrupoli il proprio “cliente”. Il fenomeno delle truffe on-line è infatti sempre più consistente e i numeri padovani parlano chiaro: dall’inizio dell’anno i carabinieri di tutta la provincia hanno denunciato 630 persone. Nel 2017 erano stati 647 i truffatori incastrati e finiti nei guai: parliamo, mediamente, di quasi due denunce ogni giorno. 
Quest’anno le persone denunciate per ogni tipo di truffa sono state 1.587, oltre un centinaio in più rispetto alle 1.475 del 2017.
 
Quasi tutte le truffe sono legate a compravendite. Rientrano in questi numeri gli inganni porta a porta, quelli al telefono e, appunto, quelli legati ad annunci virtuali. Questi ultimi rappresentano oltre un terzo del totale e stanno portando sempre più militari a specializzarsi sul tema. 
IL METODO
Le truffe on-line si verificano nei vari siti che consentono le compravendite tra privati. Tre esempi sempre molto ricorrenti sono Ebay, Kijiji e Subito.it. A volte i siti vengono addirittura creati ad hoc per raggirare chi cerca un determinato oggetto, facendo riferimento ad aziende e negozi che non esistono. 
Il caso più diffuso è quello che vede un cliente abboccare di fronte ad un oggetto messo in vendita ad un prezzo vantaggioso. Contatta il venditore dichiarandosi interessato, trova l’accordo e poi versa l’intero importo oppure una caparra (che può variare da un centinaio di euro ad alcune migliaia) con un bonifico su una carta Postepay. Peccato, però, che dopo aver incassato l’acconto il venditore sparirà e l’oggetto acquistato non arriverà mai. 
Le vittime sono di ogni età. Troviamo molti ragazzi (in cerca principalmente di prodotti elettronici) ma anche persone di età più avanzata, a caccia di auto, attrezzi, mobili ed elettrodomestici. Più di qualcuno è caduto anche nella trappole delle false agenzie assicurative oppure dei finti affittuari di case-vacanza (400 euro di caparra per una settimana al mare, ma l’appartamento non esiste e il presunto proprietario scompare). I prezzi sono quasi sempre più bassi rispetto ai valori di mercato. 
IL FLUSSO DEL DENARO
Le indagini sono spesso molto lunghe: molte denunce effettuate quest’anno, infatti, si riferiscono ad episodi dell’anno scorso. I movimenti da una carta Postepay ad un altro conto lasciano sempre delle tracce e i carabinieri lo sanno bene: seguono il flusso del denaro per risalire ai malviventi e, nella stragrande maggioranza dei casi, riescono ad incastrare i truffatori. È gente che vive in ogni zona d’Italia, spesso non solo scafata ma anche pregiudicata. 
LE SOLUZIONI
Il Comando Provinciale di Padova, guidato dal colonnello Oreste Liporace, sta organizzando numerosi incontri nei comuni per prevenire queste truffe. Il consiglio è sempre lo stesso: non farsi attrarre in maniera incondizionata da offerte ritenute vantaggiose. I prezzi troppo bassi, dunque, tante volte possono rappresentare un campanello d’allarme. 
Nel caso in cui venga fatto un acquisto da un’azienda è sempre consigliato effettuare una ricerca per verificare l’effettiva esistenza di quell’azienda e, naturalmente, contattare le forze dell’ordine per ogni situazione sospetta. Una soluzione sempre affidabile - ricordano i carabinieri - può essere quella del pagamento in contrassegno: l’acquirente tira fuori i soldi solamente quando riceve l’oggetto, versando la somma al postino o all’addetto dell’azienda di spedizioni.
Gabriele Pipia Ultimo aggiornamento: 17:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA