Medici pensionati tornano gratis in ospedale: «Senso di responsabilità»

Mercoledì 27 Marzo 2019 di Alessia Trentin
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BELLUNO - Sono in pensione, ma tornano in corsia e in sala operatoria. A titolo gratuito. All’Usl 1 Dolomiti la cronica carenza di specialisti acuisce il senso di responsabilità degli ex dipendenti che, pur avendo deposto il camicia per la raggiunta età, decidono di tornare in pista.  «Sono esempi di grandissima generosità», commenta il direttore generale Adriano Rasi Caldogno. Nel giorno in cui la Regione delibera la possibilità per le Usl di assumere medici già pensionati, per far fronte alla carenza di specialisti, l’Usl 1 Dolomiti che con nel problema ci naviga da tempo, dimostra di essere andata anche oltre.
SENSO DI RESPONSABILITÀ
Eliseo Burigo, chirurgo in pensione, da tempo ha ripreso in mano gli strumenti e, in caso di necessità, si presta ben volentieri a prender posto in sala operatoria in forma del tutto volontaria. A breve tornerà in ospedale anche l’ex primario del reparto di Medicina generale di Pieve, il dottor Carlo Antona. Il professionista, infatti, ha espresso l’intenzione di mettersi a disposizione, come volontario. 
«In tutti loro prevale il senso di responsabilità verso il servizio sanitario – commenta, grato, il direttore sanitario Giovanni Maria Pittoni -. Questi e altri professionisti che nel tempo hanno operato in modo uguale, sono portatori di una professionalità non indifferente».
La possibilità di assumere medici non più in servizio, dunque, non ha colto di sorpresa l’azienda sanitaria che da anni si avvale di questa via per coprire, per esempio, i servizi ambulatoriali. «Da tempo noi ricorrevamo, come extrema ratio, ai medici in pensione ai quali affidare servizi ambulatoriali – spiega Pittoni -, ora questa possibilità diventa sistematica». 
«Ci sono sempre bandi aperti per reperire liberi professionisti e capita, sì, che si candidino anche specialisti pensionati – aggiunge il dg -. D’altra parte quando ci troviamo di fronte a concorsi che vanno a vuoto, con zero candidati, si paventa il rischio di interruzione di pubblico servizio».
QUOTA 100
Nel frattempo, al problema si aggiunge Quota 100. Una misura che promette di mettere a dura prova l’Usl 1 Dolomiti: si prevede, infatti, un esodo di massa dei dipendenti del comparto. Sono 50, solo a febbraio, i lavoratori del comparto che hanno manifestato l’intenzione di andare in pensione. Così per la direzione si aggiunge un nuovo fronte di preoccupazione. Alla nota e annosa carenza di medici specializzati, ora si aggiungerà quella di infermieri e di oss decisi a cogliere al volo l’occasione di deporre il camice e darsi alla pensione. Sono 3400 i dipendenti del comparto, che annovera al suo interno infermieri, operatori socio sanitari e amministrativi. Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 11:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA