Timavo, il fiume "fantasma" narrato
a 329 metri di profondità

Timavo, il fiume "fantasma" narrato a 329 metri di profondità

di Elisabetta Batic

TRIESTE - Un viaggio dalle sorgenti dove nasce in Croazia (con il nome di Reke) fino a dove esce, a Duino. E' quello compiuto dall'autore nel suo ultimo libro intitolato "Il fiume della notte": protagonista è il Timavo che, ricco di storia, fascino e mistero, viene narrato dallo scrittore e giornalista triestino Pietro Spirito. La presentazione è avvenuta in una location suggestiva e alquanto insolita ovvero a 329 metri di profondità ed è stata organizzata dalla Società Adriatica di Speleologia, Club Alpinistico Triestino, Guide speleologiche del Friuli Venezia Giulia, Ediciclo editore e in collaborazione con l'Associazione culturale Bottega Errante. Assieme all'autore una ventina di intrepidi escursionisti (giunti anche dal vicino Veneto) si sono addentrati nelle viscere del sottosuolo ripercorrendo l'Abisso di Trebiciano sul Carso triesitno dove in una delle grotte più profonde, il fiume Timavo fa la sua apparizione.

Il titolo non è casuale dal momento che Il “fiume della notte” è uno dei luoghi più affascinanti al mondo, da oltre due secoli oggetto di studi ed esplorazioni. Da Strabone a Virgilio, fino ai giorni nostri, il fiume fantasma non ha mai smesso di alimentare storie, miti, leggende, religioni. Dalle sue sorgenti, nei boschi della Croazia, fino alle risorgive e alle foci nel mare Adriatico, vicino Trieste, il suo percorso si snoda attraverso tre Stati: Croazia, Slovenia e Italia, in gran parte sottoterra e facendo la sua comparsa sul fondo di alcuni fra gli abissi più profondi d’Europa, ma il suo sviluppo completo è a tutt’oggi ignoto.  La grotta è costituita da una lunga serie di pozzi di profondità variabile che si susseguono sino a sbucare su un enorme ammasso di sabbia, che si trova all'interno di una gigantesca caverna sul cui fondo scorre il Timavo. Il livello a cui si trova il fiume in condizioni normali è a 12 m s.l.m., ma a ben 329 metri al disotto della superficie, e per questa sua caratteristica la grotta ha detenuto per lunghi decenni, sino al 1925, il record della grotta più profonda conosciuta al mondo.
 

«Per circa il 15-20% non si conosce dove scorre il fiume, circa una dozzina sono gli abissi scendendo i quali si arriva al Timavo e quello di Trebiciano è il primo - spiega l'autore - gli speleologi continuano a cercare di trovare l'acqua, le esplorazioni proseguono da 200 anni senza sosta». Il libro racchiude una serie di storie: «La scoperta di questa grotta ebbe grande risonanza, inizialmente venne attrezzata con scale di legno ma il fiume Timavo è anche ricco di religiosità, simboli e metafore oltre che di storia legata alle guerre che sulle sue rive vennero combattute». Un viaggio, dunque, al centro della Terra lungo il corso del fiume, attraverso abissi e laghi sotterranei, impetuose risorgive e infidi mulinelli. L'autore insegue le acque fantasme del Timavo ascoltandone il respiro in un mondo capovolto che custodisce miti e leggende.
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Domenica 10 Aprile 2016, 19:48






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