Maria Luisa ed Erika, preziose nel reclutamento

Giovedì 3 Aprile 2014

Era il giugno dell'anno scorso quando Maria Luisa Violati è entrata secondo le indagini a far parte della «Alleanza». E quasi subito ha assunto un ruolo nel Governo veneto clandestino e nelle attività di reclutamento svolte anche tra gli avventori più fidati del bar che gestisce.
Il reclutamento secondo l'ordinanza avveniva selezionando le persone apparentemente più votate all'indipendenza del Veneto alle quali proporre la firma del documento di adesione. Questa persone poi venivano indirizzate a contattare Luigi Faccia che selezionava quelle a suo giudizio più adatte ad essere coinvolte in una proposta di collaborazione operativa o di finanziamento. Ed è stata proprio la Violati per gli inquirenti a coinvolgere il compagno Marco Ferro nella costruzione del primo carro armato, nonché la figlia Erika Pizzo nella attività di reclutamento.
Violati - Ciao stella, ne ho uno che vuole firmare, quando puoi venire me lo dici.
Faccia - A mezzogiorno se vuoi io ci sono.
Violati - Ok glielo dico.
Faccia - Ma sei al bar o sei via? Violati - Santo Dio, sono al bar, dove vuoi che sia? Per mezzogiorno vedo di farteli trovare tutti e due. C'è lui e un altro ragazzo di 28 anni che vuole iscriversi.
L'attività di reclutamento svolta dalla barista era così notevole da rendere necessari altri moduli di iscrizione.
Violati - Luigi, lo sai chi si è iscritto?
Faccia - No.
Violati - Ecco, uno che è bravissimo al tiro, tutta quella roba lì.
Nel luglio dell'anno scorso Maria Luisa Violati è entrata a far parte del «governo». A comunicarglielo è stato lo stesso Faccia.
Faccia - Sappi che tu sei ormai dentro il governo.
Violati - Davvero?
Faccia - Domanda a Tiziano, anche lui è d'accordo.
Violati - (Rivolgendosi a Tiziano Lanza) Sei d'accordo anche tu? Sicuri? Io sono onorata di fare parte del mio governo, non fa niente se devo fare quello che devo fare. Se no non sarei lì a perdere tempo... Comunque per me è tanto onorare la mia bandiera.
E per suggellare questo «storico» momento la donna poco dopo ha inviato un sms a Faccia: «Grazie a tutti voi per questa opportunità, sono fiera di fare parte della nostra Repubblica, San Marco tornerà a risplendere».
E proprio in qualità di componente del governo la barista avrebbe partecipato alla riunione ristretta che si è tenuta il 6 ottobre dell'anno scorso nella quale viene deciso di ridurre a due il numero dei «Tanki» in costruzione e di fissare la data dell'azione per la primavera del 2014.
Tornando all'attività di reclutamento, la Violati si è data talmente tanto da fare che si è posto il problema di come organizzare gli adepti.
Faccia e Lanza discutono sull'opportunità di riunire in una unica occasione gli aspiranti rivoluzionari e Faccia è irremovibile: per salvaguardare la caratteristica di suddivisione a compartimenti stagni dell'organizzazione le riunioni andavano organizzate al massimo per quattro persone. In modo da evitare il pericolo di infiltrazioni da parte delle forze dell'ordine o comunque fughe di notizie.
Lanza - Sono appena stato dalla Lucia, dice che tu vorresti andare a prendere le famiglie a tre a tre, invece di radunarli. Non sarebbe meglio farli tutti assieme?
Faccia - Non tutti sono stati testati e si potrebbero innescare processi di disgregazione. E poi per quale motivo dovremmo farli conoscere tutti?
Lanza - Ho capito cosa intendi. Allora come si fa?
Faccia - Lei organizza tre alla volta, come le ho già detto, dopo andiamo a prenderli e li portiamo da Flavio (Contin, ndr). Tre, quattro al massimo. Perché se no finisce il discorso del comparto stagno. Dobbiamo sempre ragionare in termini rivoluzionari. Non possiamo fare assemblee.
Anche Erika Pizzo, figlia della barista, per gli investigatori è stata da lei introdotta nell'associazione, istruita dalla madre e da Luigi Faccia. L'episodio più importante nella sua attività di reclutamento è il contatto allacciato con un poliziotto al quale nelle conversazioni ci si riferisce chiamandolo «Davide» - dovrebbe trattarsi di Pietro Pastò, appunto poliziotto - che potrebbe essere in grado di aiutare il gruppo nella sua ricerca di armi. Nell'ordinanza viene poi citata la partecipazione al corso del 2 febbraio 2014, nel corso del quale Franco Rocchetta avrebbe dovuto formare gli «ambasciatori» deputati poi a tenere i rapporti con la stampa e con gli stati stranieri che da previsioni avrebbero appoggiato il Governo Serenissimo.
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