Incendio alla Polimero, mistero sulle
cause. Residenti con bruciori agli occhi

Giovedì 18 Luglio 2013
Incendio Rovigo, il giorno dopo
ROVIGO - Al momento difficile capire da dove sia partito l'incendio. Essendo un semplice magazzino non si riesce per ora a capire cosa possa essere successo. Il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Rovigo Girolamo Bentivoglio arrivato sul luogo dell'incendio del deposito della Polimero, bruciato ieri pomeriggio a Sant'Apollinare, assieme ai suoi uomini che hanno lavorato tutto il pomeriggio per spegnere le fiamme. «La composizione chimica del materiale presente all'interno del magazzino non determina la formazione di diossina, cosa che è stata anche confermata dall'Arpav».







Ad intervenire sono stati quattro mezzi della sede rodigina, quattro di quella ferrarese, tre di Padova e una di Venezia per 35 uomini. «La parte davanti è caduta perché è stata quella più sollecitata dal fuoco in base anche alla direzione del vento». I vigili del fuoco sono intervenuti pochi minuti dopo l'inizio dell'incendio. «Il nostro intervento è stato finalizzato anche a non far propagare il fuoco nel capannone vicino dove ci sono macchine per la lavorazione».



E fra la popolazione fumo, fiamme, nube tossica, pruriti alla gola e bruciori agli occhi. Il tam tam viaggia su Facebook. E si sparge la psicosi. I rodigini in cerca di informazioni sull'incendio che ha devastato il deposito di Sant'Apollinare si sono riversati sul social network per avere notizie immediate. Numerose le fotografie e i video postati dagli utenti, gli status allarmanti, i consigli spicci, ma anche l'invito alla cautela del sindaco Bruno Piva, rilanciate in modo virale.



Ci sono poi i commenti allarmati dei residenti della "zona rossa", chi parla di bruciori fastidiosi agli occhi, chi documenta la caduta di residui di combustione a poche centinaia di metri dall'area dell'incendio e chi invita alla calma dopo le prime rassicurazioni dell'Arpav.
Ultimo aggiornamento: 20 Luglio, 17:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA