VICENZA - Clamorosa operazione della guardia di finanza di Milano: ha eseguito il decreto di sequestro preventivo di beni immobili, terreni e partecipazioni societarie di 13 persone, fra manager e imprenditori, molte delle quali riconducibili alla famiglia vicentina Marzotto. Sono tutte accusate di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.
Fra i 13 indagati figurano Matteo, Vittorio, Diamante, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto oltre ad Andrea, Isabella e Rosanna della famiglia Donà Delle Rose. Gli altri indagati sono: Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e il finanziere Massimo Caputi. Le indagini coordinate dai pubblici ministero Laura Pedio e Gaetano Ruta sono nate da una verifica fiscale fatta dall'Agenzia delle entrate e riguardano la vendita del marchio Valentino Fashion Group da parte dei Marzotto e Donà Delle Rose - avvenuta nel 2008 - al fondo Permira.
Secondo l'accusa sarebbe stata realizzata una plusvalenza di 200 milioni di euro, ottenuta in Lussemburgo (attraverso la società Icg, di cui sono proprietari) senza pagare le tasse per circa 65 milioni di euro (di qui il sequestro di oggi che riguarda immobili, tra cui una villa a Cortina e altre case a Roma).
«Attraverso le indagini svolte - spiega una nota delle fiamme gialle - è stato possibile individuare i luoghi in cui venivano effettivamente assunte le decisioni ed impartite le direttive sulla gestione della società di diritto lussemburghese. Le risultanze hanno permesso di riqualificare la holding come soggetto fiscalmente residente nel territorio nazionale con conseguente emersione dell'obbligo di denuncia al Fisco di una plusvalenza da cessione di partecipazioni».
Fra i 13 indagati figurano Matteo, Vittorio, Diamante, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto oltre ad Andrea, Isabella e Rosanna della famiglia Donà Delle Rose. Gli altri indagati sono: Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e il finanziere Massimo Caputi. Le indagini coordinate dai pubblici ministero Laura Pedio e Gaetano Ruta sono nate da una verifica fiscale fatta dall'Agenzia delle entrate e riguardano la vendita del marchio Valentino Fashion Group da parte dei Marzotto e Donà Delle Rose - avvenuta nel 2008 - al fondo Permira.
Secondo l'accusa sarebbe stata realizzata una plusvalenza di 200 milioni di euro, ottenuta in Lussemburgo (attraverso la società Icg, di cui sono proprietari) senza pagare le tasse per circa 65 milioni di euro (di qui il sequestro di oggi che riguarda immobili, tra cui una villa a Cortina e altre case a Roma).
«Attraverso le indagini svolte - spiega una nota delle fiamme gialle - è stato possibile individuare i luoghi in cui venivano effettivamente assunte le decisioni ed impartite le direttive sulla gestione della società di diritto lussemburghese. Le risultanze hanno permesso di riqualificare la holding come soggetto fiscalmente residente nel territorio nazionale con conseguente emersione dell'obbligo di denuncia al Fisco di una plusvalenza da cessione di partecipazioni».
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