Beatrice, 18 anni, prima in azzurro
al Sei Nazioni femminile

Beatrice, 18 anni, prima in azzurro al Sei Nazioni femminile

di Alberto Zuccato

PADOVA - Beatrice Rigoni non se l'aspettava, ma ci sperava. La diciottenne rugbista del Valsugana è stata infatti convocata per il Sei Nazioni femminile dal citì Andrea Di Giandomenico quasi in extremis, e va così ad aggiungersi alle compagne di squadra Elisa Giordano e Valentina Ruzza, e alla ex del club di Altichiero, la padovana Sofia Stefan, ora in forza al club francese del Rennes.



«L'allenatore - racconta Beatrice - mi ha detto che avrei fatto parte della rosa che partecipa al Sei Nazioni dopo l'amichevole con l'Irlanda della scorsa settimana. Sono emozionata e soddisfatta. Sarà la prima volta in un torneo così importante».



Quando ha iniziato a giocare a rugby?

«A 6 anni, con il Petrarca, dove già giocavano i miei fratelli. Ci sono rimasta fino ai 12 anni, poi, non essendo più possibile per regolamento far parte di squadre miste, sono andata al Valsugana. Ho fatto due campionati con l'Under 16 e poi mi hanno messa in prima squadra».



Chissà come le veterane si divertivano con una ragazzina così giovane...

«Invece mi hanno sempre trattata bene e fatta sentire a mio agio. Tutte, a iniziare da "Obe", ossia Roberta Girando, che era giocatrice-allenatrice».



In che ruolo gioca?

«Apertura, ma preferirei essere impiegata come centro. Comunque va bene così. È un ruolo che richiede precisione nel passaggio, visione di gioco e velocità. Non è facile».



Quante volte si allena a settimana?

«Tre oltre alla palestra, in teoria. In teoria perché non sempre ci vado». Oltre al rugby? «La scuola. Frequento il liceo Tito Livio a Padova, faccio la quinta».



Intendevamo, quali passioni oltre al rugby?

«Mi verrebbe da dire il rugby. Anche se sono giovane lo gioco da tanti anni e mi piace sempre di più. Poi frequento gli amici, cose normali».



Ha un fidanzato?

«Per ora no. Ma prima o poi arriverà».



Quest'anno il suo allenatore al Valsugana è Nicola Bezzati, ex capitano del Petrarca. «È bravo e simpatico. Riesce a trasmetterci la sua esperienza di giocatore di alto livello, ha la grinta giusta. È molto preparato».



Dobbiamo chiedere a Bezzati pregi e difetti di Beatrice o ce li dice lei?

«Lui sarebbe più adatto, ma ci provo. Credo di avere abilità tecniche di livello medio-alto e sono consapevole che devo ancora lavorare molto per migliorare».



Cosa si aspetta da questo Sei Nazioni?

«Di vincere. Possibilmente tutte le partite, anche se mi dicono le compagne più esperte, che Inghilterra e Irlanda sono squadre fortissime. Io naturalmente sono molto contenta di fare parte del gruppo, ma come tutte, spero di poter giocare».

Lunedì 27 Gennaio 2014, 15:52






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