Carlo III, che diventò re ai tempi supplementari. Il bullismo subito da ragazzo, le umiliazioni e il riscatto

Vittorio Sabadin racconta le sfide che dovrà affrontare il figlio di Elisabetta, salito al trono molto tardi

Sabato 26 Novembre 2022 di Marina Valensise
Carlo III, che diventò re ai tempi supplementari. Il bullismo subito da ragazzo, le umiliazioni e il riscatto

La mattina Carlo III si sveglia presto ascoltando la radio, apre le tende per vedere com’è la giornata e si rimette a letto. La giornata per lui comincia con un uovo, un succo d’arancia, frutta fresca, un muesli speciale, con latte delle mucche del castello di Windsor e sei tipi di miele dalle api di Balmoral. La sera ama mangiare uova con funghi porcini, o patate con spinaci o un risotto ai funghi di Balmoral. Evita pasta e dolci, e per questo, grazie anche agli sport estremi praticati in gioventù, mantiene una linea invidiabile. Non a caso passa per essere l’uomo più elegante del mondo. E infatti l’esperto Vittorio Sabadin ne rivela lo stile sobrio e funzionale e i vari passaggi che l’hanno portato a trovare il suo sarto ideale in Anderson & Sheppard, uno dei mitici di Savile Row trasferito nel 2004 in Old Burlington Street, dove tutti i clienti hanno una scatola col proprio nome, ma quella del principe del Galles è intestata a Charles Smith.

PRECISIONE

La cosa bella di questo libro che si legge in stato di ipnosi non è solo la precisione dei dettagli, le scarpe fatte a mano da Lobb di St. James, gli stivali di Farlows, la fede d’oro del Galles al mignolo sinistro come l’anello collo stemma con su scritto “Ich Dien”, io servo, motto del re ceco Giovanni I di Boemia, adottato dal principe di Galles nel 1300. Oltre i dettagli, domina infatti la profonda attenzione psicologico-morale per un uomo che ha battuto ogni record di attesa nella successione al trono, e ha superato ogni sorta di ostacolo per riuscire a diventare se stesso. E qui la biografia di re Carlo scivola nel romanzo, a cominciare dai primissimi vagiti, dopo un travaglio durato trenta ore, mentre il padre giocava a squash dimostrando la tempra dura e ribalda che avrebbe segnato i rapporti col quel figlio shilly-shally, perennemente tentennante e ai suoi occhi incapace di concludere alcunché. 

LO SCONTRO

Il primo scontro tra i due si consuma a Gordonstoun, la scuola spartana fondata dal tedesco Hahn nel gelido Moray, frequentata da Filippo ragazzo, principe di Grecia senza trono né famiglia, con madre pazza e padre inaffidabile, e imposta trent’anni dopo al figlio Carlo, esponendolo al bullismo dei compagni e all’orgia di brutalità descritta da William Boyd, con gang di teppisti che depredavano i nuovi arrivati, gli torcevano la pelle fino a farli sanguinare, li schiaffavano in una cesta per la biancheria sporca lasciandoli per ore sotto una doccia fredda. 

Carlo era timido, ma educatissimo. Padrone di sé, subiva senza reagire, sopportava senza denunciare. La liberazione per lui arrivò con due trimestri a Timbertop, succursale della Grammar School della chiesa anglicana nello stato di Vittoria, in Australia, dove la vita era sempre dura come a Gordonstoun, si studiava, si viveva nella natura, si pescava, si cadeva spesso nello sterco di vacche, ma l’atmosfera era ben più civile. Arrivato ragazzo Carlo ne uscirà uomo, pronto a lanciarsi nel tirocinio sentimentale che l’avrebbe portato a sposare, quasi alla cieca, la bellissima, divertente, ma indisciplinata e alquanto manipolatrice Diana. Sabadin corregge la vulgata diffusa da Lady D, emenda l’immagine di Camilla, l’amica del cuore, la Girl Friday, compagna fidata, amante finalmente sposa di Carlo. Consegna al lettore una saga di re Carlo come un lungo e doloroso apprendistato di un figlio sensibile e incompreso, che diventa un uomo esigente con sé e con gli altri, donde l’ira, e un eccentrico che avendo vissuto cinquant’anni nell’attesa è riuscito a vincere i suoi demoni, nel momento più tragico della sua vita. 

 

 

CARATTERE

È alla morte di Diana, che Carlo infatti ha tirato fuori il carattere che nessuno gli accreditava, sfidando la madre regina, andando a prendere a Parigi la salma della moglie divorziata, portandola a St. James Palace nella Chapel Royal e non a Fulham, nella camera mortuaria usata dal Royal Coroner, sfidando il cognato per marciare accanto ai figli e al padre dietro il feretro, fino a Westminster. Non avrà il tempo di essere ricordato come un grande re. Ma sarà un buon re. 

Ultimo aggiornamento: 28 Novembre, 11:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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