Trump, i veleni su Ivanka dell'ex amica del cuore: «Snob e prepotente»

Giovedì 19 Novembre 2020 di Flavio Pompetti
Trump, i veleni dell'ex amica del cuore su Ivanka: «Snob e prepotente»

Ivanka Trump quindicenne che istiga le compagne di scuola a mostrare il seno nudo attraverso le vetrate che danno sulla strada, e poi fa l'angioletto difronte alla direttrice per sottrarsi alla sospensione che colpisce le altre. Ivanka che di fronte al suggerimento di leggere un libro sull'ascesa finanziaria di un piccolo proprietario di ristorante risponde sdegnata: «Ma cosa c vuoi che mi importi delle storie dei poveracci?».


IL SAGGIO CONFESSIONE
Ancora una volta in questa stagione autunnale della saga dei Trump, una ex BBF (Best friend forever, amica perenne del cuore), esce allo scoperto, e racconta la distanza che si è creata nel tempo tra lei e la figlia del tycoon newyorkese. La tribuna per esibire i panni sporchi è un saggio-memoriale pubblicato su Vanity Fair, come si addice ad un pettegolezzo condito da esclusività, ricchezza e accesso facile alle porte proibite del potere. Emerge chiaramente il giudizio che l'allora amica ha su Ivanka: «Snob e prepotente».


Ivanka e Lysandra Ohrstrom si sono incontrate all'età di dodici anni alla Chapin, una scuola media e superiore per sole ragazze sulla East End Avenue di Manhattan, la cui retta è di 52.000 dollari, e che ha avuto tra le allieve la ex first lady Jacqueline Bouvier, Amanda Hearts e Julie Eisenhower. Ly era la nuova arrivata, Ivanka la reginetta del club più cool.
Nel giro di pochi mesi le due diventano amiche fidate, unite dall'appartenenza di classe, dalla frequentazione degli stessi locali iconici di Manhattan, e dalla voglia di violare la regola familiare che le vuole recluse a nord della 57ma strada, confine invisibile tra i miliardi e i milioni. Le due ragazze passano le vacanze a Mar a Lago e a Parigi, si fanno fotografare insieme per una pagina di Sassy Magazine, sfilano nell'ufficio di Donald Trump per prendere in prestito la carta di credito sulla via dello shopping, non prima di aver ascoltato l'usuale litania: «Con tutti i soldi che passo a tua madre!».


«Ivanka era divertente, generosa e fedele» scrive Lysandra Ohrstrom, oggi una giornalista con una lunga esperienza in teatri di guerra. Ma era chiaro che l'attenzione prioritaria era per se stessa, e per il controllo scrupoloso della sua immagine pubblica. Sognava di lasciare un suo marchio sullo skyline della città, così come aveva fatto il padre, al quale voleva contrapporre la sua immagine. Donald non ricordava mai il nome di Ly, ma aveva un'attenzione spasmodica alle minime variazioni delle sue misure corporee. «Non pensi che Ivanka sia la più bella ragazza della classe?» le chiede il padre, e quando Ly risponde che è tra le prime cinque, scopre che Donald può fare il nome di almeno altre due compagne più belle di sua figlia.


Il solco si apre dopo il college, quando Lysandra si trasferisce a Beirut per il primo lavoro da corrispondente. «Torna presto a New York, o sarai sostituita» la ammonisce Ivanka. L'amica va oltre: firma un contratto con l'emittente araba AlJazeera, e indossa una catenina al collo con il suo nome scritto in arabo. «Cosa pensa il tuo ragazzo ebreo quando fate l'amore e questo simbolo terrorista gli sfiora la faccia?», la rimprovera Ivanka.


FINE DI UN LEGAME
Ultimi segni di un legame che si sgretola, prima che Ivanka scelga di lasciare l'alta società newyorkese, nella quale si era inserita con l'immagine di una versione ripulita e raffinata di suo padre, e si getti nella mischia del potere. La distanza tra le due diventa incolmabile, il patto di amicizia si rompe. Resta solo l'augurio che l'ex compagna di scuola finisca per trasferirsi in Florida con il padre, e non faccia più ritorno a New York, dove oggi vive Lysandra.

 


 

Ultimo aggiornamento: 09:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA