Harry, c'è il ghost writer dei vip dietro il successo del suo libro: è lo stesso di Agassi

Domenica 22 Gennaio 2023 di Riccardo De Palo
Harry, c'è il ghost writer dei vip dietro il successo del suo libro: è lo stesso di Agassi

Che cosa hanno in comune il principe Harry, il campione di tennis Andre Agassi, il fondatore della Nike, Phil Knight, e Willie Sutton, il rapinatore che non ha mai sparato un colpo? Una biografia scritta dal ghost writer J. R. Moehringer, capace di trasformare le vite degli altri in riuscitissimi bestseller. Moehringer - che ha 58 anni, è sposato con la editor Shannon Welch e ha due figli - fa diventare oro tutto ciò che tocca. Spare, la biografia dell'erede di riserva del Regno Unito - o minore come è stato tradotto il titolo in italiano - ha battuto tutti i record di vendite per un'opera di non-fiction nel primo giorno di pubblicazione, battendo anche Michelle e Barack Obama: 1,43 milioni di copie.


Record assoluto di vendite


«Gli unici libri che sono andati via più velocemente il primo giorno di vendita sono quelli dell'altro Harry, Harry Potter», ha detto l'editore Larry Finlay, del colosso Penguin Random House. A una settimana dall'uscita, le copie nel mondo sono diventate 3,2 milioni, di cui 1,6 milioni negli Usa e ottocentomila nel Regno Unito. Tiratura straordinaria anche per l'edizione italiana a cura di Mondadori, cinquecentomila copie, di cui centomila già vendute. Il libro è primo in classifica. Simile fu il successo di Open, l'epopea di uno dei più grandi campioni di tennis di tutti i tempi, che nel nostro Paese ha superato quota settecentomila. Ma come funziona il lavoro di ghost writer? «Cerchi di metterti nei loro panni, e, anche se stai pensando in terza persona, scrivi in prima», ha spiegato J. R. Moehringer alla radio pubblica americana. L'autore reale del libro - firmato da un altro - arriva a immedesimarsi nella persona di cui sta scrivendo, fino a diventare «la sua immagine speculare».


Anche i ghost writer hanno una vita


Come ha raccontato nel suo avvincente memoir Il bar delle grandi speranze, diventato l'anno scorso un film diretto da George Clooney e interpretato da Ben Affleck, Moehringer è cresciuto con la madre a Long Island, in una cittadina chiamata Manhasset, dove Francis Scott Fitzgerald ambientò Il grande Gatsby. Il bar del titolo - che si chiamava Dickens, altro autore esperto di orfani e storie toccanti - diventò per lui «l'anello di congiunzione di ogni rito di passaggio con quello precedente e successivo», e gli fornì il padre, o i padri, di cui aveva bisogno. Del suo vero genitore, che lavorava alla radio come deejay e che l'aveva abbandonato, oggi ricorda soprattutto la voce: «Aveva quella bella tonalità alla Paul Robeson, e quando non parlava, metteva su dischi incredibili. Se ascolto certe canzoni di Stevie Wonder o Van Morrison, mi sembra di sentirlo di nuovo».

Moehringer assieme alla moglie, Shannon Welch



«Vorrei soltanto scrivere», dice un giovane Moehringer a un prete che gli chiede quali siano i suoi piani per il futuro, davanti a un bicchiere di whisky. Dopo gli studi a Yale, Moehringer comincia la sua carriera come giornalista: muove i primi passi al New York Times, scrive per il Rocky Mountain News in Colorado, e infine, nel 1994, approda al Los Angeles Times. Vince il Pulitzer nel 2000, per il suo ritratto di Gee's Bend, una isolata comunità fluviale in Alabama dove vivono molti discendenti di schiavi.

Moehringer sa come muovere i lettori all'empatia. Un suo articolo su un senzatetto, che si rivela essere il mitico campione di boxe Bob Satterfield, diventa nel 2007 la base per il film La rivincita del campione, con Samuel L. Jackson. Ma il grande colpo arriva una decina di anni fa, quando Andre Agassi legge Il bar delle grandi speranze e ne rimane folgorato. Anche lui ha una storia da raccontare. Il vincitore di sessanta titoli Atp e otto Slam è un grande campione, ma anche una persona complessa, con un passato difficile: un matrimonio fallito con l'attrice Brooke Shields, le scorribande alcoliche, e naturalmente anche un difficile rapporto con il padre, ex pugile armeno violento e autoritario, che obbliga Andre e i suoi fratelli a estenuanti allenamenti.

Il successo globale con Agassi e Harry

Open è un successo mondiale, che consacra definitivamente Moehringer come ghost writer. Poi l'autore si innamora della storia di Willie Sutton, leggendario rapinatore di banche che non ha mai ucciso nessuno. Una sorta di Robin Hood della Grande Depressione, morto nel 1980 a 79 anni. Pieno giorno è un libro che trabocca romanticismo, e che Moehringer firma con il suo vero nome. L'autore torna invece nell'ombra con L'arte della vittoria (2016), l'autobiografia del fondatore della Nike, Phil Knight - l'uomo dello Swoosh, l'inconfondibile logo dell'azienda.


Infine, il bestseller dell'anno. Il rapporto problematico con la figura paterna è il filo rosso che lega tutti i libri di Moehringer, e il principe Harry non poteva che rivolgersi a lui, per scrivere della sua infanzia con re Carlo III. «Non dimenticava mai che non amavo il buio, quindi mi accarezzava il viso fino a quando mi addormentavo», si legge in Spare. «A parte quei fuggevoli momenti, tuttavia, papà e io sostanzialmente coesistevamo. Per lui era difficile comunicare, ascoltare, esprimere i propri sentimenti faccia a faccia». Pare sia stato George Clooney a consigliare Moehringer come ghost writer.

Nel Regno Unito, alcuni mettono in dubbio certe ricostruzioni degli avvenimenti. «La linea tra memoria e fatti può essere offuscata», ammette Moehringer, che per ottenere le 540 pagine di Spare ha tagliato la prima bozza con l'accetta. «La parte più difficile è stata togliere», ha ammesso Harry, che ha eliminato certi dettagli per non rendere irreversibile il dissidio con la famiglia reale. «Mio padre e mio fratello non mi perdonerebbero mai». L'importante è rendere universale il racconto individuale, far diventare avvincente una vita protesa verso il successo, che affronta fasi tormentate. Dopo la morte di Lady D, Meghan Markle arriva come un angelo salvifico: «Ebbi la sensazione che potesse esserci un solo volto per me. Il suo».
 

Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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