La trasformazione di Martina: vince l'anoressia e diventa una fotomodella

Da studentessa del Liceo di Ceccano a Coniglietta di Playboy Italia passando per il periodo più buio della sua vita

Giovedì 28 Aprile 2022 di Marco Barzelli
La trasformazione di Martina: vince l'anoressia e diventa una fotomodella

Da studentessa del Liceo di Ceccano a Coniglietta di Playboy Italia passando per il periodo più buio della sua vita: quello stravolto dall'anoressia. È la storia di Martina Boni, 29enne di Supino, da un anno e mezzo fotomodella glamour, di nudo artistico e per capi di abbigliamento e intimo. Si divide tra i più importanti set fotografici di tutta Italia e l'università di Tor Vergata, dov'è prossima alla laurea in biologia. È in rampa di lancio e ha già ricevuto offerte dell'estero, sinora rifiutate per via dell'emergenza Covid.

Quest'anno andrà a Parigi e Londra, nonché in Germania. È anche un'atleta di fitness e testimonial di un noto brand del settore. Le capita di svegliarsi alle cinque del mattino e finire di lavorare alle nove di sera. Declina le proposte dalla televisione perché non vuole cambiare la sua immagine. Nel mentre abita ancora e ha messo su casa nella cittadina ciociara, frequentando ancora gli amici di una volta. Se non indispensabile, non vuole lasciare la sua terra dimostrando attaccamento a radici e affetti più cari.

IL PAESE

A livello locale, però, deve scontrarsi con pesanti critiche e brutte etichette. La sua avventura è iniziata per caso, tirandosi fuori da un tunnel fatto per due anni di disturbi alimentari, attacchi di panico e depressione. A raccontarlo è la sexy modella ciociara, che vanta già oltre 66 mila follower su Instagram e 6 mila su Facebook. Collabora con vari fotografi rinomati, tra cui Roberto Fiocco, Max Simotti, Andrea Ricciardo e Roberto Mannini. È arrivata al punto che la riconoscono per strada, ma non si dà delle arie ed è anche simpatica. «Per molti è lavoro, per lei è passione», dicono di lei sul suo sito ad alta carica erotica. Intanto i soldi servono anche a pagare gli studi.

Martina, come eri al Liceo?
«Sempre solare, ma un po' timida e introversa. Non avrei mai pensato di fare la fotomodella. Poi è sopraggiunta la malattia. Ho ricominciato a mangiare e rimettermi in salute grazie alla palestra. Il mio personale trainer Andrea, del Team Caprara, mi ha aiutato tantissimo anche a non abbattermi».

Come inizia la tua storia da modella?
«Stefano Rinaldi, un mio amico di Ferentino, era diventato da poco fotografo e mi ha proposto di fare qualche scatto. Gli ho detto subito di no, mi vergognavo, non avevo neanche le foto dei miei compleanni. Alla fine ho provato, le ha mostrate al suo maestro di fotografia Roberto Fiocco e gli ha detto che avevo del potenziale».

Com'è stata la prima volta?

«Ero molto imbarazzata e non sapevo come muovermi. Indossavo camicetta e jeans, super coperta. Poi sono andata per tre giorni a Verona per un corso su pose principali, luci e parte commerciale. Fiocco mi ha spiegato quali sono i generi e come trattarli. Vanno fino al nudo artistico, come nel mio caso, altrimenti ci sono anche quelli più espliciti, che io però non faccio».

Sei una Coniglietta di Playboy. Come vivi il successo?
«Non me lo aspettavo ed è arrivato subito. Giro l'Italia, le persone mi fermano per strada e mi chiedono se sono proprio io. Ancora non realizzo perché, come si dice da noi, non mi do una lira da sola (ride, ndr)».

Vivi in un paese di 5 mila anime. Sei stata o sei giudicata male?

«Dicevano e dicono che sono una poco di buono. Ero fidanzata ma non è stato il mio lavoro a far terminare la storia. Anzi, il mio ex ragazzo mi aveva supportata e accompagnata proprio lui a Verona. I miei genitori e mia sorella mi hanno sempre appoggiato. Hanno una mentalità aperta. Erano comprensibilmente titubanti all'inizio, avevano paura a lasciarmi partire alla volta di ambienti e persone sconosciute. D'altronde accade spesso che i fotografi facciano avance, ma da me nel caso si prendono un bello schiaffo in faccia (ride, ndr)».

Se guardi al futuro, ti vedi ricercatrice o fotomodella?
«Un po' e un po', spero cinquanta e cinquanta». E ride ancora. È proprio quella la sua vittoria più grande.
 

Ultimo aggiornamento: 15:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA