Guerra tra tartufai in Ciociaria, tre cani avvelenati in pochi giorni: indaga la Procura

Martedì 24 Agosto 2021 di Pierfederico Pernarella
Guerra tra tartufai in Ciociaria, tre cani avvelenati in pochi giorni: indaga la Procura

Il tartufo è un prodotto prezioso e per marcare i territori da incursioni indesiderate di altri ricercatori qualcuno è disposto a tutto, senza andarci troppo per il sottile.

Ci sarebbe una guerra per la caccia al prelibato fungo dietro gli ultimi casi di avvelenamento di cani avvenuti nel cuore della Valcomino. Lo ipotizzano i carabinieri forestali di Atina che nelle scorse ore hanno inviato un'informativa, per ora contro ignoti, alla Procura di Cassino. Il reato ipotizzato è quello di uccisione di animale, punito con una pena tra i quattro mesi e i due anni di reclusione.

Le indagini sono partite subito dopo Ferragosto. Nel giro di pochi giorni tre cani, utilizzati per la caccia al tartufo, sono morti dopo aver mangiato bocconi avvelenati piazzati ad arte. I casi si sono verificati tra la località Fosso del Nibbio di Alvito e la località Tre Ponti Superiori di San Donato, a monte della strade regionali 509 e 666 (Sora-Pescasseroli).
In passato casi simili si sono registrati in un'altra zona ricca di tartufi, nel territorio tra Castro dei Volsci e Amaseno.

I carabinieri forestali seguono una pista ben precisa: «Con buona probabilità, devono ancora eseguire ulteriori accertamenti ed indagini scientifiche - spiegano dal comando provinciale dei carabinieri forestali di Frosinone - le morti si sono verificate a seguito dell'ingestione di bocconi avvelenati da parte di tre cani da tartufo».

E non si tratta di incidenti casuali: «Non è infrequente - proseguono gli investigatori - che, coloro i quali utilizzano un cane come ausiliario di attività sportive o ludiche, si vedano colpire il proprio aiutante da queste insidiose trappole mortali, micidiali anche dopo un tempestivo intervento medico veterinario, delle quali molto spesso si servono persone senza scrupoli e prive di senso civico per eliminare la concorrenza».

I bocconi avvelenati, in altre parole, sarebbero degli avvertimento. Come dire: «State lontano da qui se non volete vedere morire i vostri cani». Messaggi rivolti soprattutto ai ricercatori che arrivano da fuori provincia, in particolare dal pontino.

Tra le altre cose, essendo la Valcomino a ridosso del Parco nazionale d'Abruzzo, i bocconi avvelenati rappresentano un rischio anche per altri animali selvatici di notevole pregio.
In considerazione di ciò sono state attivate le unità cinofile specializzate antiveleno che effettueranno attività di ricerca e bonifica di eventuali esche avvelenate.
 

Ultimo aggiornamento: 17:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA