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Roma-Leicester 1-0, i festeggiamenti dei tifosi dopo la conquista della finale di Conference

Venerdì 6 Maggio 2022
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Serviva l'uomo speciale per regalare alla Roma, abituata più a soffrire che a vincere, una finale europea dopo 31 anni. Il 5 maggio di Josè Mourinho è un'ode alla sua capacità comunque di arrivare dove tanti hanno provato ma senza riuscirci: anche e soprattutto con i colori giallorossi, perché nella notte magica dell'Olimpico con 65 mila bandierine a sventolare e altrettanti tifosi a cantare, alla Roma basta il gol di Tammy Abraham per battere 1-0 il Leicester, dopo l'1-1 dell'andata, e volare a Tirana, dove il 25 maggio si giocherà contro il Feyenoord le chance di vincere la Conference League. La terza, in ordine di importanza delle coppe europee, l'ultima nata in casa Uefa, un trofeo a cui però il portoghese ha sempre detto di tenere, lui che in bacheca ha due Champions e altrettante Europa League, e ora vuole anche questa per diventare l'unico tecnico negli ultimi trent'anni a vincere tre diverse competizioni europee per club. Mourinho manda in campo dal 1' Sergio Oliveira al posto di Mkhitaryan. In attacco Zaniolo e Pellegrini alle spalle di Abraham. Rodgers si affida a Vardy, con Lookman e Barnes a completare il tridente. Lo stadio è quello da grandissime occasioni, il covid un ricordo sbiadito, migliaia di bandierine giallorosse e una coreografia che ha scomodato perfino i classici: «In Britannia tutti temevano il nome dei romani», la scritta in latino comparsa sotto la Sud. Un auspicio, che però Tammy Abraham - a digiuno contro le inglesi fino ad ora - ha subito tramutato in fatti. È proprio il britannico più prolifico in casa Roma a portare in vantaggio la squadra di Mourinho all'11: sul secondo corner consecutivo, l'attaccante giallorosso spicca il volo e di testa batte Schmeichel. Il Leicester accusa il colpo, e la risposta è un pò timida con la conclusione a giro di Dewsbury-Hall. La Roma invece spinge ancora: al 17' un'altra occasione con Pellegrini che costringe il portiere delle Foxes a intervenire e mandare in angolo. Poi gestisce e di fatto impedisce agli inglesi ampie manovre. Nella ripresa Rodgers gioca la carta dei cambi: escono Lookman e Barnes, entrano Amartey e Iheanacho. In tribuna c'è Claudio Ranieri, l'artefice del miracolo Leicester, campione d'Inghilterra nel 2016: al tecnico romano e romanista i tifosi britannici uniti a quelli romanisti tributano una standing ovation intensa che commuove l'allenatore. La Roma intanto fatica e il possesso palla è tutto del Leicester. Il ritmo cala, al 33' Mourinho fa entrare Veretout al posto di Zaniolo. Due minuti dopo occasione per la Roma con Zalewski, poco dopo sostituito da Vina. Abraham sfinito, zoppicante, chiede il cambio che arriva però solo al 43' tra gli applausi dell'Olimpico (Shomurodov al posto dell'inglese). Cinque minuti di recupero, e l'unico brivido Maddison che non trova la porta dalla distanza, Poi Sergio Oliveira prova un destro dalla distanza. Schmeichel devia in angolo. Ma la Roma vede il traguardo: basta il gol di Abraham, per sfatare il tabù inglese, rompere la maledizione e prendersi una finale europea. E un uomo in panchina che voleva l'Olimpico in campo a giocare. Per una serata e un successo speciale.

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