Francesca Neri e la malattia: «Il dolore vissuto per 3 anni nel mio bunker»

Sabato 23 Ottobre 2021
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Francesca Neri a Velletri torna a parlare della malattia, del dolore provato in quei 3 anni passati dentro un "bunker" di cui solo ora ne è uscita fuori. Lo ha fatto al teatro "Ugo Tognazzi" alla presenza di una folta platea in occasione della presentazione del suo libero "Come carne viva". L'incontro è stato organizzato dalle librerie Mondadori di Velletri, Genzano e Frascati, dirette da Guido Ciarla. Ad intervistarla sul palco la speaker radiofonica e presentatrice Tiziana Mammucari.

 

 

Francesca Neri, il racconto 

L'attrice ha risposto anche alle domande del pubblico, composto in gran parte da donne e famiglie. Il libro, in alcuni tratti molto forte, parla di rapporti umani fatti solo di apparenza e di interesse. Ma allo stesso tempo, propone anche messaggi di positività e amicizia, come quella col marito Claudio Amendola con cui è sposata da 25 anni e da cui ha avuto il figlio Rocco, ora 22enne. Poi il suo amico del cuore, il parrucchiere dei Parioli Stefano, venuto a mancare la scorsa primavera per un male incurabile, e i vari registi con cui ha lavorato come i fratelli Antonio e Pupi Avati. Mentre di altri, ha parlato solo di rapporti lavorativi, fatti di riprese e scene cinematografiche, distaccate, come quelli con il regista Pedro Almodovar. 

 

 

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Il bunker

«Quando sono uscita dal mio Bunker, dopo 3 anni di isolamento, dovuto alla malattia, la cistite interstiziale prima e la fibromialgia dopo, con una forte depressione, è iniziata la pandemia Covid. Ed in parte io ero già preparata ad affrontare i vari lockdown, visto i 3 anni precedenti di dolore, depressione e chiusura in casa. Ed è stata una bella ed emozionante esperienza aiutare tante mie amiche e i miei familiari ad affrontare la chiusura dal mondo esterno con positività», ha detto Francesca Neri alla platea del teatro Tognazzi.

 

Foto/Video Luciano Sciurba

Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre, 14:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA