Terrorismo, a Milano arrestata 19enne: è italiana di origini kosovare. «Nel cellulare scene di decapitazioni»

Mercoledì 17 Novembre 2021
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Terrorismo, bliz della polizia a Milano: arrestata Bleona Tafallari, una ragazza di 19 anni italiana di origini kosovare. La ragazza, che è già stata trasferita in carcere, è accusata di associazione con finalità di terrorismo. L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano, che ha chiesto e ottenuto l'ordinanza di custodia cautelare dal Gip. 

 

Voleva andare a combattere

Aveva l'«ambizione (...) di recarsi nelle zone di conflitto» Bleona Tafallari:  la 19enne aveva aderito all'associazione 'Leoni dei Balcani', costola poco conosciuta dello Stato Islamico, facendo proselitismo, in particolare attraverso Telegram o canali criptati, alcuni riservati solo alle donne, e lanciando inviti ad arruolarsi tra le file del califfato. A rivelare l'intento di andare a combattere, come riporta il gip Carlo Ottone De Marchi nell'ordinanza di custodia cautelate, è la conversazione in chat della scorsa estate con «Fatina» una ragazza pure lei kosovara e appena sedicenne, che sogna un matrimonio «bagnato con il sangue dei miscredenti» ed un marito con «capelli lunghi e barba» insieme al quale morire da martire.

In un'altra conversazione via chat con il marito e che risale al maggio scorso, Bleona Tafallari aveva espresso l'«intenzione di creare un sito» con fini «apparentemente divulgativi ma che in realtà dovrebbe prefiggersi lo scopo di 'far capire cosa succede nel mondo ai musulmani… far capire la verità'». Iniziativa che l'uomo iniziativa l'uomo aveva giudicato «estremamente pericolosa», invitandola poi «anche in ragione del vincolo di obbedienza che le deve in quanto donna, ad abbandonare senza riserve» il suo progetto.

 

Nel suo cellulare scene di decapitazioni

La 19enne custodiva nel cellulare «migliaia» di immagini e video , «alcuni dei quali creati dall'agenzia di comunicazione dello Stato Islamico 'Al Hayat Media Center' che raffiguravano «oggetti simbolo» dell'organizzazione terroristica come la «bandiera nera con la scritta della testimonianza di fede, scene di combattimenti (...), esecuzioni sommarie di infedeli» con «decapitazioni e incendi, scene di attacchi terroristici» dei mujaheddin «nelle città europee dei quali vengono esaltate le gesta». Lo si legge nell'ordinanza del gip.

C'è anche la foto del giovane attentatore, appartenente all Isis-Khorasan, che lo scorso 26 agosto si è fatto esplodere all'aeroporto di Kabul causando centinaia di morti tra i civili che cercavano di scappare dall'Afghanistan ormai in mano ai talebani, tra le migliaia di immagini ritrovate nel cellulare della 19enne arrestata oggi a Milano con l'accusa di terrorismo internazionale. Tra le foto, oltre a quella in cui la giovane è ritratta col niqab e con un guanto nero con il simbolo dell'Isis, anche quelle del massacro nella redazione di Charlie Hebdo.

 

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Sostiene l'Isis, radicalizzata a 16 anni

Si era radicalizzata a 16 anni ed era una devota sostenitrice dell'Isis la giovane che è stata attestata questa mattina a Milano in un blitz antiterrorismo della Polizia. L'indagine è partita dopo una segnalazione dell'intelligence relativa al marito della ragazza, un 21enne kosovaro sposato a gennaio scorso che era imparentato con l'attentatore di Vienna Kujtim Fejzulai. La ragazza si era trasferita a Milano pochi mesi fa a casa del fratello.

 

L'attentato a Vienna

L'attentato a Vienna avvenne il 4 novembre del 2020, poco prima che scattasse il lockdown: Fejzulai sparò in diversi punti della città e ammazzò quattro persone prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza. Le indagini, svolte dall'Antiterrorismo e dalla Digos di Milano con la collaborazione dell' Ectc di Europol, è stata coordinata dal Capo del pool Antiterrorismo della Procura Alberto Nobili e dal sostituto Leonardo Lesti.

 

 

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Ultimo aggiornamento: 13:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA