Gesù aveva i capelli ricci, il naso lungo e niente barba: trovata la sua prima immagine in una Chiesa del 500

Mercoledì 14 Novembre 2018
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E’ stata una donna Emma Maayan-Fanar ad accorgersi di quell’antico affresco che nascondeva il volto più antico di Cristo, stavolta sbarbato, scuro, con capelli corti e riccioli, naso lungo. Guardando meglio quei tratti un po’ erosi sulle pietre del battistero cristiano dei primi secoli, in un sito sul quale stavano facendo studi gli archeologi, Emma Maayan Fanar, storica dell'arte antica, si è accorta che si trattava del volto di Cristo raffigurato nel momento del battesimo. Pigmenti purpurei scoloriti dal sole cocente nel deserto del Negev, ma ancora piuttosto chiari. La scoperta è stata approfondita da un gruppo di studiosi dell’università israeliana di Haifa che è riuscito a raccogliere abbastanza elementi per certificare, in un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista Antiquity, che si tratta del più antico affresco di Cristo.  

Si tratta di una scoperta che apre un dibattito tra gli esperti perchè l' iconografia è totalmente diversa da quella bizantina che è arrivata fino a noi. Il volto classico di Cristo è quello che è impresso anche nella Sindone, il sacro telo di lino conservato a Torino, in cui appare in negativo l’immagine di un uomo piuttosto alto, dalla barba e dai capelli lunghi e dai tratti bianchi.

La scoperta avvenuta nel sito bizantino di Shivta, nel deserto del Negev, nel sud di Israele in realtà era stata fatta negli anni Venti, anche se nessun archeologo e nessuno storico dell’arte antica vi aveva mai fatto caso prima per via del cattivo stato di conservazione del battistero. «Ero lì al momento giusto e nel posto giusto, con l'angolo giusto di luce e, improvvisamente, ho visto gli occhi», ha raccontato Emma Maayan-Fanar. A sinistra della figura di Cristo appare ben visibile Giovanni Battista. Anche la posizione della scena, nell’abside del Battistero, suggerisce che il dipinto risalirebbe al VI secolo.

Padre Alberto Maggi, uno dei maggiori biblisti italiani, spiega che è difficile definire una iconografia precisa: «gli evangelisti hanno tralasciato ogni particolare sull'aspetto fisico di Gesù, non hanno descritto come era fatto, se era alto o basso, se era grasso o magro, se aveva i capelli oppure no. Hanno fatto in modo che Cristo si vedesse nel volto dei fratelli, non volevano  creare la base per una formula idolatrica. L'immagine di Cristo, dunque, è in ogni uomo. Potevano descriverlo meglio ma non lo hanno fatto ed è stata una scelta precisa, una cosa voluta, non casuale, proprio per fare in modo che Cristo fosse negli occhi di ogni uomo».
 (Franca Giansoldati)

Ultimo aggiornamento: 15 Novembre, 20:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA